Colui che si pone domande

 

Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva…..

è stato solo un presentimento ti voglio ricordare che

rovinò lungo la china solo chi ha un destino rovina

Niente è come sembra niente è come appare

perchè niente è reale

Tempo non c’è tempo sempre più in affanno

inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto.E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto.
Danni fisici psicologici collera e paura stress

sindrome da traffico ansia stati emotivi

primordiali malesseri pericoli imminenti

e ignoti disturbi sul sesso collera

paura stress

                                 “tu sei quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei”
Stare insieme a te fu il delirio

di una storia della nostra estrema diversità

e mi innamorai ossessivamente

per distruggermi “..stringimi..”

mi sussuravi piano: “caro amore”

Giorni di immensa meraviglia

e giorni di cattività

tra noi due poi scoppiò il diluvio

Passavamo così attraverso impervie vie

i giorni della monotonia…….
Sto con me tra noi due ho scelto me
La tristezza non prevale su me
col canto la tengo lontana
le giornate si allungano
sto aspettando l’estate
Anche se non ci sei tu sei sempre con me
per antiche abitudini
perchè ti rivedrò dovunque tu sia
 The game is over
……………………………adesso.

come risposta al mio umore

lanciavi un’occhiata era l’inizio tra noi due

piangevo prima di te
Io sono. Io chi sono?
Le comuni apparenze scompaiono
Con l’esaurirsi di tutti i fenomeni
Tutto è illusorio privo di sostanza
Tutto è vacuità
E siamo qui ancora vivi di nuovo qui
Da tempo immemorabile
Qui non si impara niente
sempre gli stessi errori

Inevitabilmente gli stessi orrori da sempre come sempre
Io sono. Io chi sono?
Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio
Sono una cosa sola inseparabili
La luce si unisce allo spazio in una cosa sola
 Le azioni del mondo non influenzano il sole
e i nemici è sicuro sono dentro di noi
com’è possibile restare ciechi per così lungo tempo
Riti di purificazione dentro stati di Gioia
senza Luce né Oscurità

Dov’è che stiamo andando nel succedersi del tempo
avrai un progetto o no per la tua vita?… andiamo.
(Dai testi delle canzoni di Franco Battiato)
(In ebraico “ADAM” significa “essere umano”
mentre ” MA ” significa ” perchè ”
quindi essere umano è colui che si pone domande)

 

Attraversando il Bardo – Franco Battiato

  
“Tutti, più o meno, siamo prigionieri delle nostre abitudini, paure, illusioni. 
Le sofferenze dovrebbero indurci ad abbandonare l’ego, che chiude la strada del ritorno alla nostra natura divina”.

Noi esseri umani siamo orgogliosi del libero arbitrio e guai a chi mette in discussione questa libertà.

Ma ahimè, non è così.

In realtà, siamo schiavi delle nostre emozioni, che ci determinano, dei desideri che dominano e spesso finiscono in tragedia … bella libertà!

La liberazione, non può avere legami, né attaccamenti.Di notte, quando si sogna, ci sembra tutto vero.

Al risveglio scopriamo che non lo era.

Parlare in modo esplicito di certi argomenti mi sembrava un tradimento e mi lasciava un residuo di pentimento. Invece da un po’ di tempo a questa parte penso che uno debba, con le dovute cautele, manifestare le proprie idee. Se sei un cercatore di verità, devi dire la verità, non puoi fingere. Però, se la verità la dici a uno che non è in grado di recepirla, puoi danneggiarlo. Sono faccende delicate. Siamo esseri abitudinari, amiamo il conosciuto e abbiamo paura dell’ignoto…, ma è proprio l’Ignoto che dovremo raggiungere.” 

Franco Battiato

Attraversando il Bardo – Sguardi sull’Aldilà – ( Libro e Dvd,documentario) Franco Battiato

Il “Bardo” ovvero “Il libro Tibetano dei Morti”,  descrive le esperienze che l’anima vive dopo la morte. 

In particolare quell’intervallo di tempo che l’anima vive passando tra la morte e la rinascita. Questo intervallo è il Bardo.

Per il resto… che bello dormire da soli!

IMG_1041

Foto by TonyM

Battiato:”Io mai innamorato, che bello dormire da soli”.
“La passione è una zavorra. Quanti uomini uccidono perché si sentono rifiutati?.L’arte è cosa sublime. Non possiamo considerare la musica come una colonna sonora per amori spezzati. Un artista che si documenta e legge non fa altro che condividere le sue conoscenze. La musica è una lingua in codice che ha il potere di trasportarti in mondi che non hai mai esplorato. Ma perché mi fa parlare di queste cose? Proprio io che mi vanto di non essere mai stato innamorato?”. Una bella fortuna… “Sì, ma rischio di mettermi in cattiva luce. In realtà sono stato innamorato, a sedici anni:  un altro anno di quei tremblement mi avrebbero ucciso. So cosa vuol dire, ho provato quell’ebbrezza. Ma ora stiamo parlando dell’amore cosciente, quello che arriva dopo. Mai accettata l’idea dell’innamoramento come perpetuazione del malessere, quando nella coppia iniziano i sadismi… È umiliante. No, no, da qui non passa”.

“La passione è una malattia, una zavorra che ci trascina verso il basso. Di amori veramente riusciti, a esser generosi, ce n’è uno su un miliardo. La cronaca ci parla quotidianamente di coglioni che credono di essere i proprietari dei genitali dell’altro. Non è questo che genera il femminicidio cui stiamo assistendo? Quanti uomini uccidono perché si sentono rifiutati? Vogliamo chiamarlo amore? Quell’uno su un miliardo si verifica quando due stature di altissimo livello si incontrano; allora non si litiga per un dentifricio, e il calo del desiderio non è la ragione sufficiente per una separazione. C’è un malinteso intorno all’amore e al sesso. Troppi credono che sia un sentimento che esplode in una forte tensione sessuale e dopo un po’ scema. Ma quella è un’infatuazione, un abbaglio. Anche l’orgasmo è un momento più complesso di una semplice eiaculazione, è la prova generale dell’abbandono del proprio ego.
Ci sono belle canzoni d’amore, non sono mai stato contrario alla musica leggera. Ma non mi hanno influenzato. Queste trappole sono fuori dalla mia dimensione.
A diciannove anni, all’epoca non pensavo ancora di fare il musicista, non avevo quel fuoco. Ne fui ancora più certo dopo aver inciso un brano che si chiamava”E l’amore”, nel 1968, che vendette centomila copie. Non tantissime all’epoca in cui i 45 giri fortunati vendevano milioni, ma sempre una cifra ragguardevole per un debuttante.
Un giorno mi trovavo in Galleria del Corso a Milano una domenica pomeriggio, a distanza di cento metri un gruppo di venti ragazzi cantavano in coro la mia canzone,mi sentii un ladro, mi nascosi. All’epoca non sapevo niente, volevo ancora far successo. Mi mandarono al Disco per l’estate, sentii un senso di straniamento: che ci faccio qui? In mezzo alle Lise dagli occhi blu? Così cambiai direzione. Nel ’69 ero a Londra per acquistare un sintetizzatore Vcs3. Cambiai vita, abbracciai l’avanguardia. Non fu così semplice, uscivo da una profonda crisi esistenziale. Mi consigliarono un psicoanalista. Fu la mia salvezza. Mi spiegò che non era nulla di grave, niente sedute, mi prescrisse dei farmaci. Scendendo le scale dello studio mi dissi: è quello che meriti, cretino, ti sei messo nelle mani di uno che non sa neanche chi sei. Ovviamente non comprai mai quelle pillole. Appallottolai la ricetta e la gettai nella spazzatura. E da selvaggio, in casa, mi distesi sul pavimento. Poco a poco scoprii che potevo indagare l’interiore. Quella sì fu un’esperienza fantastica. Per il resto… che bello dormire da soli!”.