Viveri e acqua da Richard Gere alla Open Arms

Angurie, pasta e pomodori: Richard Gere porta dei viveri alla ong Open Arms 

Una gommone carico di cibo, l’attore statunitense ha raggiunto la nave umanitaria portando loro da mangiare

Migranti, Tripoli: “Non riusciamo a fare i soccorsi”

21 Gennaio 2019

Dopo il naufragio di venerdi in cui sono morte 117 persone e il soccorso in extremis da parte di un cargo della Sierra Leone dei 144 su un gommone che per tutta la giornata di ieri avevano chiesto aiuto senza che nessuno intervenisse, oggi la Guardia costiera libica ammette: “Non siamo in grado di effettuare soccorsi in tutte le situazioni”. E torna a chiedere mezzi e soldi all’Italia mentre i ministri Salvini e Toninelli esprimono soddisfazione per gli interventi di ieri. Esplode la polemica di Ong e opposizioni sul ritorno in Libia dei 393 migranti intercettati nelle ultime 48 ore nel Mediterraneo. Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr Italia, accusa: “Il ritorno di persone da acque internazionali verso la Libia è contro il diritto internazionale”. Il Viminale: in Italia dall’inizio dell’anno ad oggi arrivati in 155, l’anno scorso erano stati 2730.

(Alessandra Ziniti – Repubblica)

Mare Jonio&

All’alba di giovedì 4 ottobre 2018
la nave Mare Jonio è salpata dal porto di Augusta, in Sicilia, diretta verso le acque internazionali del Mediterraneo centrale nell’ambito della missione “Mediterranea”. La nave Mare Jonio, battente bandiera italiana, è al centro di un progetto promosso da diverse associazioni, ong e parlamentari italiani di sinistra per «svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione» in cui si trovano i migranti che «in assenza di soccorsi» tentano di raggiungere le coste italiane dalla Libia. Nella conferenza stampa di presentazione della nave, la prima di questo tipo battente bandiera italiana, il progetto é stato definito «un’azione non governativa, di disobbedienza morale e obbedienza civile.
Una nave battente bandiera italiana, sostenuta politicamente e finanziariamente dall’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola e da tre parlamentari di Liberi e Uguali – Nicola Fratoianni, Erasmo Palazzotto e Rossella Muroni- è partita nella notte tra il 3 e il 4 ottobre dal porto siciliano di Augusta alla volta della Libia. La nave, il rimorchiatore “Mar Ionio”, si appresta quindi a diventare protagonista di una missione umanitaria in acque internazionali, completamente organizzata nel nostro Paese e ribattezzata Mediterranea.
Il progetto è promosso da diverse associazioni eOng tra cui Arci, Ya Basta, Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l’impresa sociale Moltivolti di Palermo. L’attività del “Mar Ionio” sarà ufficialmente di «monitoraggio, testimonianza e denuncia», hanno fatto sapere gli organizzatori. Ma a bordo ci sono anche equipaggiamenti Sar, l’attività di Ricerca e soccorso per cui il rimorchiatore non è tuttavia abilitato. Nelle prossime ore la nave, seguita dalla barca d’appoggio “Burlesque” battente bandiera spagnola, con a bordo giornalisti nazionali e internazionali, attivisti e mediatori culturali, è destinata a entrare in azione nella stessa zona in cui da qualche giorno incrocia il veliero “Astral”della Ong spagnola Open Arms, più volte definita un «taxi del mare» dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Non potevamo più stare a guardare», hanno detto gli attivisti al quotidiano la Repubblica, «bisognava agire e trovare il modo di contrastare il declino culturale e morale che abbiamo davanti. Quella di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale e al contempo di obbedienza civile. Disobbediamo al prevalente discorso pubblico delle destre nazionaliste obbedendo alle leggi del mare, del diritto internazionale e della nostra Costituzione, che prevedono l’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo»

ANDATELI A PRENDERLI SULLE SPIAGGE

Dal 2014 almeno 15000 morti annegati.

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Piano Marshall Africa Si parte con 44 miliardi di euro

Dalla Repubblica+del 26/11/2017

Bruxelles prepara un progetto di sviluppo anche per fermare i flussi e il terrorismo Al vertice di Abidjan ci sarà l’intesa politica L’obiettivo finale: mobilitare 350 miliardi

Dal nostro corrispondente bruxelles Le delegazioni sono già in partenza, ad Abidjan si riuniranno i rappresentanti di 84 paesi, africani ed europei. Sarà lì, nella vecchia capitale della Costa d’Avorio, che nascerà un nuovo patto politico tra Unione europea e Unione africana. Con una ventina d’anni di ritardo, dopo aver lasciato strada alla Cina, gli europei si muovono, spinti dai flussi migratori…