Intervista a Battiato

<Ero molto legato a mia madre, ma sono rimasto inalterato alla sua morte. Questo lo trovo impagabile. Sarò capace di farlo con la mia morte? Vorrei non avere nessuno accanto quando sarà il momento. Se stai in un bosco e sei vuoto dentro, puoi sentire tutta questa armonia pazzesca. Non hai bisogno d’altro. In quel momento potresti dire arrivederci alla vita senza rimpianto. Ho avuto un periodo molto difficile dal ‘70 al ‘72. Una volta a New York provai un’attrazione fortissima a buttarmi sotto la metro. L’idea del mio corpo che si sfracellava m’inebriava. Un secondo prima di farlo mi afferrai a un palo vicino a me. Sono uno solare, trovo la notte minacciosa. Avverto presenze ostili. E allora dormo per difendermi. Il corpo è solo una custodia, un fagotto. Mi comporto con lui come un padre. A volte lo assecondo, altre no. La vera prigionia è quando sei schiavo dei sensi».

– Franco Battiato –

(da una intervista del 2009)

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