Afferro le sue mani

Afferro le sue mani
e la stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov’è?
Chi può spremere l’azzurro dal cielo?

Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani.
Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto
lo spirito riesce a sfiorare?

Rabindranath Tagore

Mon amour

Io ti amo, io ti amo,io ti amo ………..

Poi sbagli a dire una parola, a dare un drink

e ti arriva un “Io ti cancello”e la tua anima gemella diventa il persecutore, Il bastardo dentro, il sosia sentimentale.

All’improvviso un” O mi sposi o ti lascio”

Sembra di giocare a guardie e ladri, alla vittima e al carnefice.

Non importa se dal trauma svieni dentro il ristorante, aveva già deciso la risposta,

alla faccia dell’amore.

Arthur Schopenhauer, 10 regole per la felicità.

1. Evita l’invidia e i confronti

“Nulla è implacabile o crudele come l’invidia”.
L’invidia è una delle emozioni più negative che possiamo provare perché ci condanna a uno stato di insoddisfazione permanente, allontanandoci dalla felicità.

Confrontarci con gli altri implica dedicare tempo ed energia a un compito infruttuoso in cui quasi sempre perdiamo, perché di solito ci confrontiamo con quelli che pensiamo essere più ricchi, capaci o felici.

Pertanto, il primo passo per essere felici è smettere di confrontarci e capire che l’invidia non ha senso perché siamo tutti diversi.

2. Smettila di preoccuparti dei risultati

Prima di intraprendere qualsiasi progetto o prendere una decisione importante, dovremmo riflettere a lungo su di esso ma, una volta fatto il passo, dobbiamo smettere di preoccuparci ossessivamente dei risultati.

Dare il meglio di noi stessi e rimanere con l’intima soddisfazione di aver fatto del nostro meglio, senza essere troppo ansiosi per i risultati ottenuti, perché spesso non dipendono esclusivamente da noi.

3. Segui il tuo istinto

Schopenhauer pensava che ci fossero persone molto creative e altre più logiche, persone portate all’azione e altre alla contemplazione.

Pertanto, uno dei suoi consigli per essere felice è lasciarsi portare dall’istinto e non andare contro la nostra natura.

Secondo lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi, significherebbe trovare la nostra passione autentica e seguirla, entrare in quello stato di flusso che provoca un’enorme soddisfazione interiore.

4. Fai in modo che la tua felicità dipenda solo da te

Questo filosofo incoraggiava l’autosufficienza. Spiegava che se la nostra felicità dipende dagli altri, allora non è nostra.

Considerava che “la felicità appartiene a coloro che sono autosufficienti, perché tutte le fonti esterne di felicità e divertimento sono, secondo la loro specie, insicure, difettose, fugaci e soggette al caso”.

Per questo motivo, incoraggiava a cercare le ragioni per essere felici dentro di noi, non fuori.

5. Limita i tuoi desideri

Schopenhauer, profondamente influenzato dalla filosofia buddista, pensava che per essere felici dobbiamo limitare i nostri desideri.

Pensava che desiderare continuamente ci sprofonda in una spirale di insoddisfazione che ci porta a rincorrere cose che non finiranno mai di soddisfarci, perché genereranno nuovi bisogni e desideri.

6. Controlla le tue aspettative

Questo filosofo non solo ci incoraggia a limitare i nostri desideri, ma anche le nostre aspettative, perché queste sono spesso la causa dell’infelicità.

Ogni aspettativa che non è soddisfatta è un terreno fertile per la frustrazione. Infatti, egli affermava che “invece di speculare sulle possibilità favorevoli, inventando centinaia di illusioni speranzose, tutte gravide di delusione se non soddisfatte, dovremmo concentrarci su tutte le possibilità avverse, che ci porterebbero a prendere delle precauzioni”.

In altre parole, ci incoraggia a sviluppare una visione più realistica che ci permetta di affrontare gli ostacoli, invece di nutrire false aspettative che ci rendono infelici.

7. Valuta ciò che hai come se dovessi perderlo domani

Molto prima che venissero realizzati gli studi moderni sulla gratitudine, Schopenhauer parlava già dell’importanza di valorizzare ciò che abbiamo, dalla salute, la famiglia e gli amici alle cose materiali.

Ci avvertì che “raramente pensiamo a ciò che abbiamo; ma sempre in quello che ci manca”.

Pertanto, dobbiamo imparare a guardare alla vita attraverso lenti più positive, sentendoci grati per quei “doni” e approfittandone finché possiamo.

Iniziare la giornata ringraziando per quello che abbiamo è un modo eccellente per coltivare la felicità.

8. Sii compassionevole con te stesso

Possiamo diventare dei giudici molto spietati con noi stessi. Analizzando le nostre vite e gli errori che abbiamo commesso, potremmo esagerare con i rimproveri, generandoci un profondo senso di colpa e insoddisfazione che a sua volta genera amarezza.

Per questo motivo, Schopenhauer diceva che “la gentilezza è come un cuscino, che anche se non ha nulla dentro, almeno smorza le devastazioni della vita”.

Il filosofo incoraggia ad essere più gentili e comprensivi con i nostri difetti e debolezze, il che non significa che non dovremmo cercare di migliorare, ma senza autoflagellarci.


 9. Bilancia l’attenzione tra il presente e il futuro

Schopenhauer pensava che uno squilibrio tra l’attenzione che diamo al presente e quella che diamo al futuro, può far sì che l’uno rovini l’altra.

In sostanza, ci esorta a elaborare progetti, ma restando con i piedi per terra, godendoci il qui e ora, senza rinviare la felicità ad un futuro che potrebbe non arrivare mai.

La sua idea era che non dovremmo ipotecare la nostra felicità per un obiettivo futuro, ma nemmeno dovremmo essere troppo offuscati da un’avversità presente per pensare che il futuro non ci porterà niente di positivo.

La chiave sta nel muoversi con scioltezza nel tempo, per trovare in ogni momento ciò di cui abbiamo bisogno per andare avanti.

 10. Intraprendi e impara, sempre

Schopenhauer disse “non c’è vento favorevole per coloro che non sanno in che porto stanno andando”.

Pertanto, attribuiva sempre una grande importanza ai piani e ai progetti futuri, che apportano una buona dose di entusiasmo alla vita.

Quando restiamo nella nostra zona di comfort, senza imparare nulla o progettare nuove sfide, ci spegniamo un poco alla volta ogni giorno.

Pertanto, per essere felici, dobbiamo andare avanti continuamente, imparando sempre qualcosa di nuovo e ponendoci nuove sfide che ci consentano di crescere come persone. Fonte Angolo della psicologia

La doppia vita di Veronica – Un film di Krzysztof Kieślowski

Due ragazze , che non si conoscono e vivono lontane, una, Veronika, a Cracovia, l’altra, Véronique, a Parigi, si somigliano come fossero gemelle, e studiano canto ambedue. Senza saperlo, Véronique, recatasi a Cracovia per un viaggio di studenti, ha fotografato da lontano Veronika fra altri giovani. Veronika ha un legame amoroso con un giovanotto, ma la sua vera passione è la musica, perciò, nonostante intuisca la gravità della malattia che le provoca forti dolori al petto ogni volta che con la sua splendida voce raggiunge note particolarmente acute, continua a studiare canto, vince un importante concorso e viene scelta come solista per un grande concerto in teatro. Qui, mentre canta una melodia triste e suggestiva, composta da un antico maestro, davanti ad un pubblico entusiasta, la giovane cade a terra morta. In quello stesso momento Vèronique, che stava vivendo a Parigi un felice incontro d’amore, prova improvvisamente una profonda tristezza, come se le fosse accaduta una sciagura, ode dentro di sè la melodia che Veronika stava cantando, e rinuncia improvvisamente a diventare cantante, dedicandosi invece all’insegnamento della musica in una scuola. ……………………

Krzysztof Kieślowski (Varsavia, 27 giugno 1941  Varsavia, 13 marzo 1996)