Dedicata a tutti i bambini del mondo


Qualcosa ha riempito

Il mio cuore di niente

Qualcuno mi ha detto di non piangere

Ma ora che sono più vecchio

Il mio cuore è più freddo

E posso vedere che è una bugia


Bambini, svegliatevi

Sostenete i vostri errori

Prima che trasformino l’estate in polvere

 

Se i bambini non crescono

I nostri corpi diventano più grandi ma i nostri cuori vengono lacerati

Non siamo altro che milioni di piccoli Dei che causano acquazzoni

Trasformando tutte le cose buone in ruggine

Immagino che dovremo solo aggiustarci

 

Con i fulmini che brillano

Riesco a vedere dove sarò

Quando il mietitore raggiungerà e toccherà la mia mano

 

Con i fulmini che brillano

Riesco a vedere dove sarò

Con i fulmini che brillano

Riesco a vedere dove sarò

Faresti meglio a fare attenzione lì in basso!

Ólafur Arnalds – Particles ft. Nanna Bryndís Hilmarsdóttir

Pubblicato il 01 ago 2016

Ólafur Arnalds brings you the sixth single from Island Songs, his 7-week journey across Iceland to record a series of compositions. 

Watch Particles, where he collaborates with Nanna Bryndís Hilmarsdóttir, the co-lead vocalist in Of Monsters and Men. The video is directed by Baldvin Z. 

Billie Holiday – Strange Fruit

Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,

Sangue sulle foglie e sangue alle radici,

Corpi neri oscillano nella brezza del sud,

Uno strano frutto appeso ai pioppi.

Scena pastorale del prode sud,

Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,

Profumo di magnolia, dolce e fresco,

Poi l’improvviso odore di carne che brucia.

Ecco il frutto che i corvi beccano,

Che la pioggia coglie, che il vento succhia,

Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,

Ecco un raccolto strano e amaro.

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Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l’espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per “linciaggio”.

Infatti, lo “strano frutto” di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l’immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.

Anche dopo la fine dello schiavismo e dell’Era della Ricostruzione, negli Stati Uniti il razzismo era ancora un fenomeno quotidiano. La Corte Suprema degli Stati Uniti aveva ammesso la segregazione razziale in base al principio Separati, ma uguali, ma nella prassi solo raramente il ma uguali veniva ricordato. Secondo una stima del Tuskegee Institute, negli anni fra il 1889 e il 1940 vennero linciate complessivamente 3.833 persone; il 90% di questi omicidi ebbe luogo nel Sud, e l’80% delle vittime erano afroamericani. Spesso non era neppure necessario un crimine come movente del delitto: come nel caso di Emmett Till, a volte l’unica motivazione addotta era così i negri non diventano troppo spavaldi. Nel 1939 si erano già verificati tre linciaggi, e da un’inchiesta condotta negli Stati del Sud risultò che 6 bianchi su 10 erano favorevoli a tale pratica.

Fonte: Wikipedia