Da il Giardiniere di Rabindranat Tagore

Confida nell’amore

anche se fa soffrire.

Non chiudere il tuo cuore

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

Il cuore, amore mio,

esiste solo per donarlo

come una lacrima e una canzone

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il piacere è fragile

come una goccia di rugiada:

mentre ride, muore.

Ma il dolore è forte e durevole.

Lascia che un triste amore

si desti nei tuoi occhi

Oh, no, amico mio

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il loto fiorisce al sole,

e perde tutto quello che ha.

Non vorrebbe rimanere in fiore

nella nebbia eterna dell’inverno

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Afferro le sue mani – Rabindranath Tagore

Afferro le sue mani

e la stringo al mio petto.

Tento di riempire le mie braccia

della sua bellezza

di depredare con i baci

il suo dolce sorriso

di bere i suoi bruni sguardi

con i miei occhi.

Ma dov’è?

Chi può spremere l’azzurro dal cielo?

Cerco di afferrare la bellezza;

essa mi elude

lasciando soltanto il corpo

nelle mie mani.

Stanco e frustrato mi ritraggo.

Come può il corpo toccare

il fiore che soltanto

lo spirito riesce a sfiorare?

Sfulingo N.30 (Scintille) di Rabindranath Tagore



Nella mia vita
ho amato, cuore e anima,
luce ed ombre della terra.
Questo amore senza fine
ha fatto udire
la voce della speranza
nell’azzurro del cielo.
E rimarrà nella felicità
e nel dolore più profondo,
rimarrà in ogni gemma
e in ogni fiore,
nelle notti primaverili ed estive
Ha messo l’anello di nozze
alla mano del futuro.

Rabindranath Tagore – Amo questa vita

Non mi accorsi del momento in cui varcai

per la prima volta la soglia

di questa vita.

Quale fu la potenza che mi schiuse

in questo vasto mistero,

come sboccia un fiore

in una foresta a mezzanotte?

Quando al mattino guardai la luce,

subito sentii che non ero

uno straniero in questo mondo,

che l’inscrutabile, senza nome e forma

mi aveva preso tra le sue braccia

sotto l’aspetto di mia madre.

Così, nella morte, lo stesso sconosciuto

m’apparirà come sempre a me noto.

E poichè amo questa vita

so che amerò anche in morte

 Rabindranath Tagore

 

Rabindranath Tagore – Il tuo richiamo

 


La morte, Tua schiava, è alla mia porta.
 

Ha attraversato il mare sconosciuto

e ha recato alla mia casa il Tuo richiamo.

 La notte è buia e il mio cuore è spaurito

 eppure prenderò la lampada, aprirò le porte

e m’inchinerò dandole il benvenuto.

E’ il tuo messaggero che sta alla mia porta,

 l’adorerò a mani giunte, e in lacrime.

L’adorerò ponendo ai suoi piedi

il tesoro del mio cuore.

Fatta la commissione, se ne ritornerà

lasciando un’ombra oscura sul mio mattino;

e nella mia casa desolata rimarrà

 solo il mio corpo abbandonato

come mia ultima offerta a Te

Rabindranath Tagore

 

 

Sfulingo (Scintille) di Rabindranath Tagore

Sfulingo (“Scintille” in lingua Bengali) è una raccolta di liriche di Tagore, pubblicata nel 1961 nel primo suo centenario della nascita.
Intitolata  Sfulingo per la brevità delle poesie ma sopratutto per la vivacità e la chiarezza dei versi e dei pensieri.
Le 260 liriche incluse nella scelta sono impressioni, auguri, ricordi, scherzi, pensieri d’occasione, ma non per questo in Sfulingo si verifica una caduta nell’ispirazione artistica di Tagore:
anche in questi versi improvvisati la sua vena poetica è pari a quella delle opere più alte.
Nella traduzione Italiana, purtroppo, vanno in parte perse l’armonia e la musicalità del verso di Tagore. 
Ho vagato con grande sete:
la vita è solo cercare.
Ho composto innumerevoli versi
ho accumulato innumerevoli pesi.
Potrò portare quello che non ho ancora avuto?
fino alla meta,sull’altra sponda dell’oceano?
Si spezzerà la corda dell’arpa
quando vibrerà per i canti
che non ho ancora cantato?

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