“Così io dai politici in sevizio non accetto lezioni e niente doni!”-Arcidio Baldani

Berlino 13 Agosto 1961

Anna mia Mamma

 
Ieri stavo scrivendo la bozza di un post, forse una poesia. Pensavo: “Ad un certo punto qualcosa si spezza e si aspetta un apparizione o un miracolo” così mi è venuto in mente un pensiero molto strano. 
Anna è mia Mamma. Ha il nome della Mamma della Madonna. E’ stata una vera Santa. Ha cresciuto 5 figli e 3 nipoti senza nessun aiuto. È andata in Paradiso 3 anni fa. Il fatto: il 31 Maggio era il compleanno di mia mamma, circa due settimane prima, mia sorella mette nel vaso sotto la sua foto, un mazzo di rose gialle fresche e non cambia l’acqua nei giorni seguenti. Il giorno del suo compleanno le rose si sono  seccate immerse nell’acqua e dopo tanto tempo stranamente non aveva nessun cattivo odore. Le rose secche dritte e belle  sono rimaste così fino ad ieri sera, non come nella foto che ho fatto poco fa. Mia madre aveva il pollice super verde, piantava semi e crescevano grandi alberi. Ma questa è un altra storia, se qualcuno ha una spiegazione si faccia vivo. Le rose gialle sono 9, uno dei miei numeri fortunati. Perplessi io e le mie sorelle pensiamo che è opera della mia Mamma.
Secondo me è un messaggio: “Non sprecate denaro per tutti questi fiori freschi che ci portate ogni settimana, due mazzi uno per me è uno per vostro padre, con tutti questi soldi (40 euro a mazzo) fate opere di bene. Vanno bene anche i fiori secchi.” Io avevo trovato fiori finti, così belli da sembrare veri. Ma mia sorella li aveva tolti.
   

Nostra Signora dei Turchi – Carmelo Bene

Essere finalmente il più cretino. Religione è una parola antica.Al momento chiamiamola educazione.

Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai. Tutto consiste in questo, vedere la Madonna o non vederla. San Giuseppe da Copertino, guardiano di porci, si faceva le ali frequentando la propria maldestrezza e le notti, in preghiera, si guadagnava gli altari della Vergine, a bocca aperta, volando.

I cretini che vedono la Madonna hanno ali improvvise, sanno anche volare e riposare a terra come una piuma. I cretini che la Madonna non la vedono, non hanno le ali, negati al volo eppure volano lo stesso, e invece di posare ricadono come se un tale, avendo i piombi alle caviglie e volendo disfarsene, decida di tagliarsi i piedi e si trascini verso la salvezza, tra lo scherno dei guardiani, fidenti a ragione dell’emorragia imminente che lo fermerà. Ma quelli che vedono non vedono quello che vedono, quelli che volano sono essi stessi il volo. Chi vola non si sa. Un siffatto miracolo li annienta: più che vedere la Madonna, sono loro la Madonna che vedono.

È l’estasi questa paradossale identità demenziale che svuota l’orante del suo soggetto e in cambio lo illude nella oggettivazione di sè, dentro un altro oggetto. Tutto quanto è diverso, è Dio. Se vuoi stringere sei tu l’amplesso, quando baci la bocca sei tu. Divina è l’illusione. Questo è un santo. Così è di tutti i santi, fondamentalmente impreparati, anzi negati. Gli altari muovono verso di loro, macchinati dall’ebetismo della loro psicosi o da forze telluriche equilibranti – ma questo è escluso -. È così che un santo perde se stesso, tramite l’idiozia incontrollata. Un altare comincia dove finisce la misura. Essere santi è perdere il controllo, rinunciare al peso, e il peso è organizzare la propria dimensione. Dove è passata una strega passerà una fata.

Se a frate Asino avessero regalato una mela metà verde e metà rossa, per metà avvelenata, lui che aveva le mani di burro, l’avrebbe perduta di mano. Lui non poteva perdersi o salvarsi, perché senza intenzione, inetto. Chi non ha mai pensato alla morte è forse immortale. È così che si vede la Madonna. Ma i cretini che vedono la Madonna, non la vedono, come due occhi che fissano due occhi attraverso un muro: un miracolo è la trasparenza. Sacramento è questa demenza, perché una fede accecante li ha sbarrati, questi occhi, ha mutato gli strati – erano di pietra gli strati – li ha mutati in veli. E gli occhi hanno visto la vista. Uno sguardo. O l’uomo è così cieco, oppure Dio è oggettivo.
I cretini che vedono, vedono in una visione se stessi, con le varianti che la fede apporta: se vermi, si rivedono farfalle, se pozzanghere nuvole, se mare cielo. E davanti a questo alter ego si inginocchiano come davanti a Dio. Si confessano a un secondo peccato. Divino è tutto quanto hanno inconsciamente imparato di sé. Hanno visto la Madonna. Santi. I cretini che non hanno visto la Madonna, hanno orrore di sé, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne – in convenevoli del quotidiano fatti preghiere – e questo porta a miriadi di altari. Passionisti della comunicativa, non portano Dio agli altri per ricavare se stessi, ma se stessi agli altri per ricavare Dio.

L’ umiltà è conditio prima. I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere più gentile dei gentili.
Essere finalmente il più cretino. Religione è una parola antica. Al momento chiamiamola educazione.

da “Nostra Signora dei Turchi”