“Fame”di Knut Hamsun

https://itunes.apple.com/it/podcast/ad-alta-voce/id216058877?mt=2&i=354870153

Fame (in norvegese: Sult) è un romanzo del premio Nobel Knut Hamsun. Pubblicato nel 1890, è il libro con il quale l’autore norvegese riesce ad ottenere fama internazionale.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti, e il lasso di tempo narrato corrisponde a due stagioni: l’autunno e l’inverno (nell’ultima parte della storia).La vicenda si svolge ad Oslo, nei tempi in cui era ancora chiamata Christiania, e narra di uno scrittore il quale, nonostante le illusorie speranze via via fiaccate da cocenti delusioni, vive in condizioni estreme, a tal punto da venir gettato fuori dalla pensione in cui vive, ormai incapace di pagare la pigione, e comincia così a vagabondare, ridotto totalmente sul lastrico………….
da Wikipedia

La leggenda del pane – Giorgio Faletti

“Questa è una storia che per quanto vera non parte con una volta c’era ma inizia invece a narrar del fatto che una volta non c’era affatto………….”

La favola in rima di Giorgio Faletti (recitata nel video)si intitola “La leggenda del pane” ed è tratta dal libro “Ughetto racconta”,pubblicato nel 2004 da Baldini Castoldi Dalai. Il volume, a cura di Ugo Scalise, nacque allo scopo di raccogliere fondi per l’ Associazione “Avvocati per i bambini” che opera, in tutto il mondo, sul fronte umanitario.

Ughetto racconta
Outlet -50% € 7,00
(Prezzo di copertina € 14,00)
2004, 174 p., ill., rilegato
Curatore Scalise U.
Editore Dalai Editore (collana Le boe)
Età di lettura da 8 anni

 Giorgio Faletti – Asti, 25 novembre 1950 – Torino, 4 luglio 2014

  

La corsa verso il nulla

  
Genere politica, scienze politiche

Listino:€ 15,00 Editore:Mondadori Collana:Saggi Data uscita:30/06/2015

La corsa verso il nulla: dieci lezioni sulla nostra società in pericolo.

Con la consueta lucidità di analisi ed estrema chiarezza, in queste pagine
Giovanni Sartori affronta alcuni temi cruciali del nostro tempo: la crisi della politica, i labili confini tra libertà e dittatura, il “conflitto di culture e di civiltà” fra Islam e cristianesimo, la “guerra terroristica” e la “guerra al terrorismo”. Come in molti suoi editoriali sul “Corriere della Sera”, il noto politologo scrive inoltre di questioni di vitale importanza per la nostra Repubblica, come il sistema elettorale “perfetto”, l’ondata migratoria e il diritto di cittadinanza, e – in ultimo – il delicato quesito su quando la vita biologica diventa propriamente umana. “Gli uomini, una volta scesi dagli alberi e diventati bipedi implumi, si sono organizzati in piccole tribù dedite alla caccia e all’agricoltura” ricorda Sartori. “Il salto è avvenuto con la scoperta della macchina, che ha creato una nuova società, la società industriale. Tutto bene, finché non ci siamo resi conto che anche le macchine potevano essere prodotte dalle macchine, togliendo lavoro a un mondo sovrappopolato, sempre più tele-diretto.” “La corsa verso il nulla” offre stimolanti spunti di riflessione e raccoglie le amare considerazioni di un grande saggio della cultura politica sul lento declino a cui l’Italia e l’Europa sembrano destinate per non aver saputo salvaguardare i valori fondanti di una società realmente liberal-democratica.

Giovanni Sartori, uno dei maggiori politologi italiani, riconosciuto a livello internazionale. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, dove è poi stato docente di Storia della Filosofia Moderna, Scienza della Politica e Sociologia. Ha ricevuto la carica di Albert Schweitzer Professor Emeritus in the Humanities alla Columbia University (USA) dal 1979 al 1994. Ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università di Genova nel 1992; dall’Università di Georgetown (USA) nel 1994; dall’Università …

Amatissima

“Amatissima”(titolo originale Beloved) è un romanzo della scrittrice afroamericana Toni Morrison, Premio Nobel per la letteratura nel 1993.

Per ascoltare la lettura dal libro clicca qui.
La lettura (podcast sui venti minuti) è a puntate, inizia il giorno 1/06/2015 e prosegue per 15 puntate. (non so di quante puntate si compone)
Un classico “ad alta voce’ sulle frequenze di Radio3: una lettura di dodici tra i più celebri romanzi della letteratura mondiale.

« Non era una storia da tramandare. Si dimenticarono di lei, come si fa con un brutto sogno.»
Il romanzo,  venne pubblicato nel 1987 e vinse il premio Pulitzer nel 1988, prende lo spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto e riportato in un articolo pubblicato nel 1855 che la scrittrice trova nel periodo in cui sta curando l’antologia intitolata “The Black Book” dove sono raccolti i documenti di trecento anni di storia afroamericana e che testimonia, attraverso atti di vendita, fotografie, ritagli di giornale, poesie, canti e quilt, le condizioni della comunità afroamericana e la loro cultura. L’articolo riporta la notizia che una schiava, Margaret Garner, era fuggita dal Kentucky e quando si rende conto che sta per essere ricatturata uccide la figlia perché non passi attraverso gli orrori della schiavitù.
“Amatissima”, come scrive Franca Cavagnoli… è dedicato agli oltre sessanta milioni di schiavi morti durante il Middle Passage, la traversata dell’Atlantico compiuta dalle navi negriere”.
Da: wikipedia.org
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Amatissima

La gente buona va nel paradiso delle oche.

Essere buoni non basta.

La gente buona va nel paradiso delle oche.

È per delusione d’amore o per paura che assistiamo a un rattrappirsi della solidarietà e dell’amore?
Bastano accoglienza e fiducia con le persone in difficoltà? O è necessario porre anche qualche confine?
Dove trovare l’energia per attivare l’energia del pensare positivo?
Con don Gino Rigodi, fondatore di Comunità Nuova, entriamo in un percorso di emozioni forti, in un percorso di fede,di preghiera, anche quella antropologica, del non credente e di energia che solo il pensiero positivo consente

 Dire che la bontà è una competenza è come dire che la stupidità è una competenza.O lo sono entrambe o non lo sono nessuna delle due.La competenza si acquisisce con la formazione. E la formazione è tale quando non è ripetizione acritica di modelli. La competenza da acquisire è sul “come” è fatto l’altro.Le parole difficili non mi vengono e ho difficoltà a non agire. Questa è una piega nevrotica dovuta forse alla quantità di richieste che ho e che mi rimandano pl’idea di essere un’icona.Un tempo ciò mi lusingava. Oggi mi sento imbarazzato e affaticato, ma anche responsabile di fronte alla necessità di un mondo migliore. È come se avessi un dovere da compiere.Incontro persone che sembrano “sfasciate”. Eppure l’esperienza mi ha insegnato che i giovani hanno sempre molte e inaspettate energie. Anche in presenza di un degrado dei servizi, di una caduta in picchiata dei centri di aiuto, possiamo sempre trovare persone capaci di offrire performance eccellenti. Esistono anche strategie formative che, attraverso l’offerta del “male minore”, tendono a realizzare il “bene maggiore”.Ad esempio, ricordo che Marco, arrivato al carcere minorile pieno di rabbia, aveva opposto alle psicologhe e agli educatori il suo rifiuto. In quanto cappellano del carcere avevo allora assunto un atteggiamento strategico di completa indifferenza, fino a quando arrivò l’occasione di diminuire le distanze. E l’occasione fu la presenza di Jovanotti in Istituto e la necessità di un ragazzo che sapesse suonare la chitarra. La catarsi è accompagnare i giovani a esprimere un desiderio, magari attraverso un linguaggio a loro più affine come, ad esempio, la musica.Marco allora si sentì esaltato e valorizzato, ascoltato nelle sue opinioni e trattato da adulto. Iniziò così un rapporto che dura da trent’anni. Rapporto che partì da qualcosa da fare, dall’affidare una responsabilità, da un messaggio di fiducia. Oltre ai consigli occorre però anche offrire risorse per rendere concreti i desideri e le promesse. In relazione alla mia esperienza, trovo bello potermi misurare con le durezze e, insieme, con le belle intelligenze. 

Energia del pensiero positivo. Spunti emersi nel dialogo con Don Gino Rigoldi

15 Marzo 2008

  

Don Gino Rigoldi, da trent’anni cappellano del Carcere Minorile ‘C. Beccaria’, è presidente di ‘Comunità Nuova’, ente impegnato a salvare i giovani drogati senza famiglia e appena usciti dal carcere minorile. In questo libro racconta le storie di bambini che vivono per le strade e affronta il problema della prostituzione minorile, della droga, della criminalità e della violenza giovanile. ‘I più violenti sono i giovani italiani’ afferma don Rigoldi, ‘non gli stranieri’.