Sfulingo

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Sfulingo (“Scintille” in lingua Bengali) è una raccolta di liriche di Rabindranath Tagore, pubblicata nel 1961 nel primo suo centenario della nascita.La raccolta, intitolata Sfulingo, per la brevità delle poesie, ma sopratutto per la vivacità e la chiarezza dei versi e dei pensieri. Le 260 liriche incluse nella scelta sono impressioni, auguri, ricordi, scherzi, pensieri d’occasione, ma non per questo in Sfulingo si verifica una caduta nell’ispirazione artistica di Tagore: anche in questi versi improvvisati la sua vena poetica è pari a quella delle opere più alte.
Nella traduzione Italiana, purtroppo, vanno in parte perse l’armonia
e la musicalità del verso di Tagore. 

Ho vagato con grande sete:
la vita è solo cercare.
Ho composto innumerevoli versi
ho accumulato innumerevoli pesi.
Potrò portare quello che non ho ancora avuto?
fino alla meta,sull’altra sponda dell’oceano?
Si spezzerà la corda dell’arpa
quando vibrerà per i canti
che non ho ancora cantato?

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 1
Sei celata
in un linguaggio misterioso,
o amata,
e non posso conoscerti!
Avvolte nella nebbia
le montagne sembrano nubi.
43
Sono venuto con la sola speranza,
sono tornato con l’amore.
 *****
143
Le gioie dell’amore durano
un breve istante,
le pene dell’amore durano
un’intera vita.
148
L’amore scrive il suo nome
con i petali di un fiore:
se vengono dispersi,
ancora ritornano.
L’ambizione scolpisce
nella pietra dura:
se si spezza,
non farà ritorno.
*****
4

Dal recinto destinato all’adorazione
elimina
ogni impurità umana.

  
169 
Fuori nel mondo,
cerchi materiali di gioia:
ma solo in te stesso
lo puoi trovare
 
52
Quando sono vicino,
dimenticami;
quando sono lontano,
ricordami.
 
*****
123
Il nuovo anno arriva
fra tenebre dense di cattivo augurio:
non porta messaggi di speranza,
non porta teneri affetti.
Il destino appare cieco
in nere forme di terrore:
quando avremo paura
diventerà sfotuna.
Fissiamo il giusto valore
della vita,
e nei giorni avversi
paghiamo con indomabile coraggio
il giusto prezzo.
*****
127
Il giorno del tuo compleanno
cerca di trovare,
dentro il vecchio,
il nuovo.
 

129
Il nuovo, a poco a poco,
si unisce al passato;
di giorno in giorno
il presente è nuovo.
Il nettare della novità
fa aumentare la sete
ma la sua eterna dolcezza
nutre l’anima.

*****

152

Le grandi opere
portano il loro peso.
I grandi dolori
portano le loro consolazioni.
Sotto il fardello di piccoli compiti
di piccole perdite
di piccole pene
l’animo geme.
 
 
 
181
Le onde di lacrime del dolore
fanno emergere perle preziose
da inaccessibili profondità.
 
*****
182
Non fermare nel tempio
l’adorazione:
non disprezzare l’uomo.
Adoratore,
dimostra l’amore
del Dio che adori
con il tuo amore per l’uomo.
 
***** 
231
L’adoratrice di ricordi
venera il passato
sacrificando il presente.
 
 
177
 
C’è un poeta
nel cuore dell’universo!
Descrive sempre
la bellezza dei fiori,
cancella spesso
le insoddisfazioni dell’animo;
ma non riesce a far tacere mai
il grido di dolore.
*****
117
 
Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell’animo
la forza di sopportarlo.
 
*****
109
 
Guardandoti negli occhi
ricordo soltanto di aver visto
il tuo volto in sogno.
 
*****
 
83
 
Non mi risparmiai
al tempo del lavoro,
così fui negligente
al tempo del raccolto.
 
*****
 
17
 
In cielo due stelle
camminano unite
per illuminare
il tempio dell’universo.
 
*****
 
260
 
Spargo parole
nella polvere.
Ogni momento, sotto i piedi,
sono ridotte in polvere.
 
 
*****
213

Il dolore che ho dimenticato

nell’animo sta bruciando,

nelle oscure

spiagge dei sogni.

 
*********
 
48
 
 
Al mercato delle parole
si vendono parole e parole;
a cento a cento, a mille a mille
vengono i parolai.
Hai in cuore qualcosa da dire?
Al mercato dei ciarlatani
nascondilo nel silenzio.
 
 
*****
 
23
 
Nelle tenebre
della notte
hai nascosto
illusioni segrete
 
 
*****
 
20
 
La terra ridona in fiori
il bacio della pioggia del cielo.
  
***** 
29
 
Sono molto vecchio,
ma le mie pagine
desiderano tenere il passo
del tempo nuovo.
Nutro speranza!
Una virtù esiste,
dentro rimane nuova
un eterna primavera.
Aspettiamo sempre un fiore nuovo
dalla vecchia pianta della rosa:
con i fiori porta ancora
parole immortali.
 
*****

Tagore (Calcutta 6 maggio 1861- 7 agosto 1941)  non era un guru ne tantomeno un asceta,scrisse circa duemila liriche e per la maggior parte ne scrisse la musica. Scrisse numerosi drammi per il teatro e numerosi romanzi e opere rivolte all’esposizione del pensiero filosofico-religioso.

Intensa fu l’attività di Tagore come saggista e pubblicista.
Intensa la sua opera pittorica,dal 1928 sino alla sua morte crea circa 2400 opere, tra disegni e dipinti, molte delle quali di notevole valore artistico esposte nel 1928 negli Stati Uniti ed in Europa

 
A quarant’anni scriveva:
La crisi della civiltà moderna non è sopratutto dovuta all’eccessiva importanza che si da allo sviluppo intellettuale dell’uomo e al rifiuto di ciò che si potrebbe chiamare
“l’educazione del cuore”? 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
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