Lontano lontano – Luigi Tenco (1966)

Lontano lontano nel tempo

qualche cosa

negli occhi di un altro

ti farà ripensare ai miei occhi

i miei occhi che t’amavano tanto

E lontano lontano nel mondo

in un sorriso

sulle labbra di un altro

troverai quella mia timidezza

per cui tu

mi prendevi un po’ in giro

E lontano lontano nel tempo

l’espressione

di un volto per caso

ti farà ricordare il mio volto

l’aria triste che tu amavi tanto

E lontano lontano nel mondo

una sera sarai con un altro

e ad un tratto

chissà come e perché

ti troverai a parlargli di me

di un amore ormai troppo lontano.

Il mio passato – Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce

che si deve vivere di ricordi solo

quando mi sono rimasti pochi giorni.

Quello che e’ passato 

e’ come se non ci fosse mai stato.

Il passato e’ un laccio che

stringe la gola alla mia mente

e toglie energie per affrontare il mio presente.

Il passato e’ solo fumo

di chi non ha vissuto.

Quello che ho gia’ visto

non conta piu’ niente.

Il passato ed il futuro

non sono realta’ ma solo effimere illusioni.

Devo liberarmi del tempo

e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo

che questo meraviglioso istante. 

Alda Merini 

Il modo tuo d’amare – Pedro Salinas

Il modo tuo d’amare

è lasciare che io t’ami.

Il sì con cui ti abbandoni

è il silenzio.

I tuoi baci sono offrirmi le labbra

perché io le baci.

Mai parole e abbracci

mi diranno che esistevi

e mi hai amato: mai.

Me lo dicono fogli bianchi,

mappe, telefoni, presagi; tu, no.

E sto abbracciato a te

senza chiederti nulla,

per timore che non sia vero

che tu vivi e mi ami.

E sto abbracciato a te

senza guardare e senza toccarti.

Non debba mai scoprire

con domande, con carezze

quella solitudine immensa

d’amarti solo io.

“Fame”di Knut Hamsun

https://itunes.apple.com/it/podcast/ad-alta-voce/id216058877?mt=2&i=354870153

Fame (in norvegese: Sult) è un romanzo del premio Nobel Knut Hamsun. Pubblicato nel 1890, è il libro con il quale l’autore norvegese riesce ad ottenere fama internazionale.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti, e il lasso di tempo narrato corrisponde a due stagioni: l’autunno e l’inverno (nell’ultima parte della storia).La vicenda si svolge ad Oslo, nei tempi in cui era ancora chiamata Christiania, e narra di uno scrittore il quale, nonostante le illusorie speranze via via fiaccate da cocenti delusioni, vive in condizioni estreme, a tal punto da venir gettato fuori dalla pensione in cui vive, ormai incapace di pagare la pigione, e comincia così a vagabondare, ridotto totalmente sul lastrico………….
da Wikipedia

O leggo o scrivo – Sedulio Scoto

O leggo oppure scrivo, imparo e verifico la saggezza,

di giorno e di notte imploro il mio celeste signore.

Mangio, bevo volentieri, componendo versi invoco le Muse,

dormo russando, quando sto sveglio prego Iddio.

Conscia dei peccati, l’anima piange gli errori del vivere:

Cristo, Maria, abbiate pietà di un poveraccio come me!

O leggo o scrivo – Sedulio Scoto

  
Aut lego vel scribo, doceo scrutorve sophiam,

obsecro celsithronum nocte dieque meum.

Vescor, poto libens, rithmizans invoco Musas,

dormisco stertens, oro deum vigilans.

Conscia mens scelerum deflet peccamina vitae:

parcite vos misero, Christe, Maria, viro!

Aut lego vel scribo – Sedulio Scoto