La doppia vita di Veronica(un film di Krzysztof Kieślowski)

Due ragazze , che non si conoscono e vivono lontane, una, Veronika, a Cracovia, l’altra, Véronique, a Parigi, si somigliano come fossero gemelle, e studiano canto ambedue. Senza saperlo, Véronique, recatasi a Cracovia per un viaggio di studenti, ha fotografato da lontano Veronika fra altri giovani. Veronika ha un legame amoroso con un giovanotto, ma la sua vera passione è la musica, perciò, nonostante intuisca la gravità della malattia che le provoca forti dolori al petto ogni volta che con la sua splendida voce raggiunge note particolarmente acute, continua a studiare canto, vince un importante concorso e viene scelta come solista per un grande concerto in teatro. Qui, mentre canta una melodia triste e suggestiva, composta da un antico maestro, davanti ad un pubblico entusiasta, la giovane cade a terra morta. In quello stesso momento Vèronique, che stava vivendo a Parigi un felice incontro d’amore, prova improvvisamente una profonda tristezza, come se le fosse accaduta una sciagura, ode dentro di sè la melodia che Veronika stava cantando, e rinuncia improvvisamente a diventare cantante, dedicandosi invece all’insegnamento della musica in una scuola. ……………………

Krzysztof Kieślowski (Varsavia, 27 giugno 1941  Varsavia, 13 marzo 1996) è stato un regista, sceneggiatore, documentarista e scrittore

Ad Astra ( To the stars ) – Venezia 76 – 2019

 “Ad Astra” è un film del 2019, diretto da James Gray. Uscirà al cinema il 26 settembre 2019. Con Brad Pitt, Donald Sutherland, Tommy Lee Jones, Liv Tyler, Ruth Negga.Vent’anni dopo la partenza di suo padre, per una missione di sola andata verso Nettuno alla ricerca di segni di vita extraterrestre, il cosmonauta Brad Pitt segue le orme paterne. Ingegnere dell’esercito attraversa il sistema solare in cerca di indizi sul fallimento della spedizione paterna, nella speranza di ritrovare il genitore.
il regista spiega le questioni che nutrono i suoi film: il dilemma tra diverse fedeltà conflittuali. Come restare fedeli a se stessi senza tradire i propri padri? Diventare un uomo è inscriversi nel seguito di una storia familiare o rompere con la legge del padre, scrivendo le proprie pagine? Dominare o subire il proprio destino? ricerca quasi metafisica di quello che unisce e separa spazi e universi, quello che divide gli uomini e le donne, i padri e i figli.
Film in concorso.

“Martha” un film di Rainer Werner Fassbinder

Trentenne ancora nubile, Martha Hyer, che a Roma ha incontrato il padre, lo vede morire per un improvviso malore sulla scalinata di Trinità dei Monti. Rientrata in Germania, dove vive sua madre semi-alcoolizzata e dominatrice, Martha riprende il suo lavoro presso una biblioteca. Ma ecco che rivede l’affascinante Helmut Salomon, il quale le chiede di sposarlo. A quanto dice, egli è intensamente innamorato, ma Helmut si rivela ben presto un “maschio” violento, autoritario ed esigentissimo. La donna, per sua natura timida e frustrata, si adegua. Già in viaggio di nozze si manifestano sintomi e fatti allarmanti. Helmut – fatta dimissionaria la moglie dal lavoro senza neppure interpellarla – comincia a modo suo la “rieducazione” di essa, in un clima di costanti pressioni. In amore sono sevizie, morsi e botte; in casa imposizioni assurde e malvagie di ogni genere: letture di astrusi testi scientifici; obbligo di ascoltare musiche austere e comunque classiche (durante le lunghe assenze di lavoro del capo famiglia); l’uccisione di un gatto; il distacco del telefono, fino al divieto assoluto di uscire dalla lussuosa villa. Oppressa e disperata, Martha, durante un’assenza di Helmut, riesce a confidarsi con il giovane Kaiser, conosciuto a suo tempo nella biblioteca, convinta com’è che il marito mediti di eliminarla. Un giorno in cui si è decisa ad incontrare in automobile il giovane, Martha crede di essere spiata e tallonata da Helmut. La donna spinge Kaiser a fuggire a grande velocità: l’automobile ha un terribile incidente, Kaiser muore e Martha dopo una lunga degenza si ritrova paralizzata su una sedia a rotelle. Tra grandi proteste d’amore, ormai Helmut ha sulla infelice il totale dominio.

Rainer Werner Fassbinder è stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore, montatore, drammaturgo, regista teatrale e scrittore tedesco, uno dei maggiori esponenti del Nuovo cinema tedesco degli anni settanta-ottanta. Wikipedia
Nascita: 31 maggio 1945, Bad Wörishofen, Germania
Decesso: 10 giugno 1982, Monaco di Baviera, Germania

Fedora di Billy Wilder

Uno dei film piú belli del secolo scorso.

Fedora è un film del 1978 diretto da Billy Wilder. Il soggetto, tratto da un omonimo racconto scritto da Tom Tryon nel 1976, ricorda quello di Viale del tramonto, grande successo che lo stesso regista firmò nel 1950, sempre con William Holden protagonista.

È possibile oggi che un film, come Fedora, girato nel 1978 da un regista pluripremiato e riconosciuto come maestro del cinema, Billy Wilder, sia una rarità? Purtroppo si! L’ultima volta che è stato visto in tv c’erano ancora a presentare il compianto Claudio G. Fava e Vieri Razzini. Nessun supporto magnetico in Italia, e al cinema non ha avuto un grande successo. Mi ricordo ancora Giovanni Grazzini che parlava di quest’opera come una sorta  di “epigono senile” di Viale del Tramonto.

In altre parole il penultimo film dell’autore di A qualcuno piace caldo e de L’appartamento non ha colpito la critica nostrana e nemmeno quella d’oltreoceano che, tra l’altro, non ha mai perdonato a Wilder di “sputare nel piatto in cui mangia”.

Eppure, a rivederlo oggi) in Fedora non può che stupire il modo sottile con cui il regista ha operato su un romanzo piuttosto scontato, scritto dall’attore e scrittore Tom Tryon, che aveva la pretesa di analizzare il mito eterno di Greta Garbo. Ma Billy, che aveva lavorato con la Garbo in Ninotchka (era sua la sceneggiatura del film di Lubitsch) sapeva che i miti non si possono toccare e nemmeno analizzare perciò creò, insieme al suo fido I.A.L. Diamond, un mito nuovo sull’eternità della bellezza, sui falsi miti della fama e soprattutto sulla tela ingannevole della memoria, modello tra i più memorabili che si sono mai visti sullo schermo………..Continua su CULT FRAME

Il buio nell’anima

Un film di Neil Jordan con Jodie Foster.

Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico.

Erica Bain è la conduttrice radiofonica di un programma chiamato “Street Walk” dove sono mandati in onda i rumori della città, raccolti col microfono, durante una passeggiata, dalla stessa conduttrice. Ama il suo lavoro e soprattutto il suo fidanzato David che deve presto sposare. Un giorno facendo una passeggiata a Central Park insieme a lui e al suo cane viene aggredita da alcuni balordi in una galleria: lei rimane gravemente ferita, mentre il fidanzato non sopravvive e il cane rimane nelle mani degli assassini del fidanzato. Col passare del tempo, le ferite del corpo guariscono, ma non quelle dell’anima che faticano a cicatrizzarsi: in Erica nascerà un forte desiderio di vendetta che la spingerà a farsi giustizia da sola, interessandosi anche alle ingiustizie capitate ad altri vicini a lei.

A Star Is Born – A Bradley Cooper Film

A Star Is Born è un film del 2018 diretto da Bradley Cooper, al suo debutto come regista.

La pellicola è un remake del film È nata una stella, diretto nel 1937 da William A. Wellman. Si tratta del terzo rifacimento dopo il musical del 1954 e il musical rock del 1976.

A Star Is Born ( Semplicemente un sorprendente/inaspettato film.Venezia Festival del Cinema 2018

*** Che poi si finisce sempre in quelle due categorie, bello o brutto. Dobbiamo sempre decidere se una cosa, qualsiasi cosa, sia bella o brutta. Come se fossimo incastrati in un eterno loop manicheo, come se da queste due categorie si decidesse tutto.

In realtà, oltre il bello e il brutto c’è l’interessante, il vero, il profondo, l’importante, il sentito, l’umano. Pure se il film ce lo chiede continuamente, non è importante decidere se Ally, la protagonista di A Star is Born, sia bella o brutta, è importante sapere che lei ha qualcosa da comunicare e far sentire. Così come non posso decidere io se A Star is Born sia bello o brutto: oltre ad essere un giudizio puramente soggettivo, è anche infinitamente riduttivo. Anzi, in questo caso, è soprattutto infinitamente sbagliato e superfluo: è un film che ha qualcosa da dire, e riesce a dirlo nel modo più potente e autentico possibile. O se ha qualcosa da dire. ***

*** Da”culturalmente”

* Il film inizia e pensi: «Oh no, non di nuovo». Poi, boom: Cooper arriva di soppiatto e si prende la tua attenzione. Nonostante il film non faccia nulla per nascondere le sue origini datate, la freschezza dell’attore-diventato-regista permette alla storia di A Star is Born di esplodere in un trionfo di musica strappalacrime, drammi e cuori spezzati. Tralasciando le solite scontate idiozie di Hollywood per un approccio più rozzo, maldestro e vivo, Cooper e Gaga hanno fatto centro. Mescolando splendide canzoni originali con la sceneggiatura che ha scritto con Eric Roth e Will Fetters, Cooper ha fatto di A Star is Born una storia per una generazione stanca di vedere la verità cedere il passo a fantasie sciocche. La corsa agli Oscar è iniziata. *

* Da: “Rolling Stone”