Torna con me – Claudio Rocchi & Gianni Maroccollo

Torna con me – Claudio Rocchi & Gianni Maroccollo (2013)

Uno strappo di carne
Lacerata, peggio,
La vista annebbiata,
Un attimo nullo.
È stato uno stallo,
Poi neanche più quello,
Il mondo non muore,
Il niente da dire.
Castelli di carta,
Caduti al profumo di dubbi,
Al sapore di totale mancanza,
Non c’era un’idea
Che coprisse l’assenza,
Pesavo soltanto grammi
Di terrore
(sei andata via).
E allora, dimmi:
C’entra qualcosa il momento
O piuttosto la vita
Di colpo si trasforma
In un sentiero
O forse addirittura una traccia accennata
E bisogna farsi strada
Dove la strada non c’è?
In mancanza di punti a sostegno
Della bussola di noi,
Che arranchiamo isolati,
Senza occasione di confronto,
In uno stato presunto, per usare una metafora scontata:
“in balia del vento”.
Mi spieghi,
Me lo dici, se lo sai,
Come si accende la luce
Quando manca tutto
E non c’è fuoco nei paraggi,
Che ogni combustibile è bruciato?
E si muore nel respiro
Di maledetto fumo,
Esalazioni tossiche
Di tempi malandati
A sporcare le correnti
Dell’aria,
I corsi dell’acqua
E le sorgenti si possono trovare
Soltanto in bottiglie vendute al mercato
Dei nostri fallimenti umani.
Sono al buio,
Sono in cenere
Di ultimi respiri,
Notte fonda
Di fuga dai colori,
Dai miti, dagli amori,
Di cronache di orrori,
Di sconfitte nei miei mari.
Sono in lista d’attesa
Infinita,
Mentre gira la ruota,
Sportelli di lavoro
Che non c’è,
Quello che manca
È soprattutto il coraggio
Di alzarmi al mattino
Con uno straccio di scopo!
Che sempre tutto è poco e soprattutto non basta,
Non bastava
E non potrà bastare
A recuperare la capacità
Di scegliere qualcosa
Che mi porti avanti,
Torna con me!
Torna con me!
Torna con me,
Torna con me,
Voglio illuminare quanto basta per vedere,
Sono stanco di procedere a tentoni,
A chiedermi davvero se per tutti è così;
Oppure sono io che manco di fiducia elementare,
Strutturale,
Che manco di velocità,
Di marce scalate a sorpassare i carichi morti,
Le stanze sporche dei rifiuti miei,
Le solitudini stremate senza sonno,
Che aspettano soltanto di cascare nei sogni,
Che almeno lì si può inventare,
Lì si può credere,
Persino toccare l’insondabile,
Come la musica invisibile,
Potente come il suono,
Stravagante come il perdono,
Torna con me!
Luce, torna,
Luce, torna con me,
Torna con me.
Luce, torna,
Luce, torna con me,
Torna con me.
Luce, torna,
Luce, torna con me…
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Stranizza d’ amuri – Franco Battiato

‘Ndo vadduni da Scammacca
Nel vallone di Scammacca

i carritteri ogni tantu
I carrettieri ogni tanto

lassaunu i loru bisogni
Lasciavano i loro bisogni

e i muscuni ciabbulaunu supra
E i mosconi ci volavano sopra

jeumu a caccia di lucettuli …
Andavamo a caccia di lucertole

a litturina da Ciccum-Etnea
Il vagone della Circumetnea

i saggi ginnici ‘u Nabuccu
I saggi ginnici, il Nabucco

a scola sta finennu.
La scuola sta finendo.

Man manu ca passunu i jonna
Man mano che passano i giorni

sta frevi mi trasi ‘nda ll’ossa
Questa febbre mi entra nelle ossa

ccu tuttu ca fora c’è a guerra
Anche se fuori c’è la guerra

mi sentu stranizza d’amuri … l’amuri
Mi sento una stranezza d’amore…L’amore

e quannu t’ancontru ‘nda strata
E quando ti incontro per strada

mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
Mi viene una scossa nel cuore

ccu tuttu ca fora si mori
E anche se fuori si muore

na mori stranizza d’amuri … l’amuri.
Non muore questa stranezza d’amore…L’amore.