A lungo durerà il mio viaggio – Rabindranath Tagore

A lungo durerà il mio viaggio 
e lunga è la via da percorrere. 

Uscii sul mio carro ai primi albori 

dei giorno, e proseguii il mio viaggio 

attraverso i deserti dei mondo 

lasciai la mia traccia 

su molte stelle e pianeti. 

Sono le vie più remote 

che portano più vicino a te stesso; 

è con lo studio più arduo che si ottiene 

la semplicità d’una melodia. 

Il viandante deve bussare 

a molte porte straniere 

per arrivare alla sua, 

e bisogna viaggiare 

per tutti i mondi esteriori 

per giungere infine al sacrario 

più segreto all’interno del cuore. 

I miei occhi vagarono lontano 

prima che li chiudessi dicendo: 

«Eccoti!» 

Il grido e la domanda: «Dove?» 

si sciolgono nelle lacrime 

di mille fiumi e inondano il mondo 

con la certezza: « lo sono! »

Vita della mia vita – Rabindranath Tagore

Vita della mia vita, 
sempre cercherò di conservare 
puro il mio corpo, 
sapendo che la tua carezza vivente 
mi sfiora tutte le membra. 

Sempre cercherò di allontanare 
ogni falsità dai miei pensieri, 
sapendo che tu sei la verità 
che nella mente 
mi ha acceso la luce della ragione. 

Sempre cercherò di scacciare 
ogni malvagità dal mio cuore, 
e di farvi fiorire l’amore, 
sapendo che hai la tua dimora 
nel più profondo del cuore. 

E sempre cercherò nelle mie azioni 
di rivelare te, 
sapendo che è il tuo potere 
che mi dà la forza di agire.

 

I love you

Mai visto luci si effimere e belle
mai visto tanta caduta di stelle!
Mani e braccia protese in tutto il cielo
subito cancellate, estinte, morte:
tutto chiude la notte con il suo velo.
Con grandi scoppi si innalzano scie
di luccicanti colori di fiamma;
alte, altissime vanno a costruire
trame, arabeschi che corrono liquidi
subito sfilacciati, presto spenti,
come acqua nella sabbia già scomparsi.
Restano nubi di fumaglia bianca,
nella memoria diademi di perle
e ora a scriver la mano meno stanca!
Arcidio Baldani – Opera Tredicesima: Poesie- I Fuochi d’ Artificio

Anna 19 luglio 2012

Triste giorno, anzi tristi giorni in questi 3 anni, ma c’è Tagore tra mio Babbo e mia Mamma.

*************
La tetra notte del Dolore
E’ venuta e tornata alla mia porta.
La sola sua arma era —
Il travagliato aspetto del tormento,
l’atterrito gesto della paura,
Il buio travestimento dell’inganno!
Ogni volta credetti nella sua maschera di terrore,
Ogni volta soffersi insensata sconfitta!
Questo gioco di perdere e vincere,
Questa falsa magia di vita,
Questo terrore a ogni passo —
Allacciato alla vita sin dalla prima età —
E’ colmo d’insulti del dolore.
Le capaci mani della Morte estendono nel buio,
Questo convulso ritratto del terrore versicolare.
Rabindranath Tagore
ultime liriche da “Le ali della morte”

 

Anna mia Mamma

Sfulingo (N.113) di Rabindranath Tagore 

Quando la luce del giorno 
scende nelle tenebre profonde
per riempire l’anfora,
vengo, da solo, alle acque del lago.
Guardo attento; la stella della sera,
senza compagne,
specchia il suo pallore 
nelle acque calme.
Non affonda, non si spegne,
le onde non la fanno scomparire:
sembra che il ricordo delle mie veglie
nelle notti senza successo 
sia rimasto per sempre segnato
sull’oscuro schermo del tempo.
Quelle ombre 
sono le parole della fiamma
inutile della mia vita.