Sfulingo N.30 (Scintille) di Rabindranath Tagore



Nella mia vita
ho amato, cuore e anima,
luce ed ombre della terra.
Questo amore senza fine
ha fatto udire
la voce della speranza
nell’azzurro del cielo.
E rimarrà nella felicità
e nel dolore più profondo,
rimarrà in ogni gemma
e in ogni fiore,
nelle notti primaverili ed estive
Ha messo l’anello di nozze
alla mano del futuro.

Sfulingo (Scintille) di Rabindranath Tagore

Sfulingo (“Scintille” in lingua Bengali) è una raccolta di liriche di Tagore, pubblicata nel 1961 nel primo suo centenario della nascita.
Intitolata  Sfulingo per la brevità delle poesie ma sopratutto per la vivacità e la chiarezza dei versi e dei pensieri.
Le 260 liriche incluse nella scelta sono impressioni, auguri, ricordi, scherzi, pensieri d’occasione, ma non per questo in Sfulingo si verifica una caduta nell’ispirazione artistica di Tagore:
anche in questi versi improvvisati la sua vena poetica è pari a quella delle opere più alte.
Nella traduzione Italiana, purtroppo, vanno in parte perse l’armonia e la musicalità del verso di Tagore. 
Ho vagato con grande sete:
la vita è solo cercare.
Ho composto innumerevoli versi
ho accumulato innumerevoli pesi.
Potrò portare quello che non ho ancora avuto?
fino alla meta,sull’altra sponda dell’oceano?
Si spezzerà la corda dell’arpa
quando vibrerà per i canti
che non ho ancora cantato?

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