Sogni – Rabindranath Tagore

Finisci allora quest’ultima canzone e dividiamoci.
Dimentica questa notte
ora che la notte non c’è più.
Chi provo a stringere tra le braccia?
I sogni non possono essere imprigionati.
Con mani avide stringo al mio cuore il vuoto
e il mio petto ne resta ferito.
Rabindranath Tagore

Perché chiedo dove sei? – Pedro Salinas

Perché chiedo dove sei,

se cieco non sono,

se assente tu non sei?

Se ti vedo

andare e venire,

te, il tuo corpo alto

che termina in voce,

come in fumo la fiamma,

nell’aria, impalpabile.

E ti chiedo se,

e ti chiedo di che sei,

di chi;

ed apri le braccia

e mi mostri

l’alta immagine di te,

e mi dici ch’è mia.

E t’interrogo sempre.

Pedro Salinas

Vivere

Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita.»

Umar Khayyām

Le Rubʿayyāt o Quartine (persiano: رباعیات عمر خیام; arabo: رباعیات) sono una raccolta di poesie composte nell’XI secolo dal matematico e poeta persiano ʿUmar Khayyām.

Fernando Pessoa

Non sono nulla, non posso nulla, 
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere, 
né so se devo essere, 
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l’amore
marcisce sul morto tronco dell’illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell’ombra, incerto cuore.
.
Fernando Pessoa

Emily Bronte

Non dovresti conoscere la disperazione

se le stelle scintillano ogni notte;

se la rugiada scende silenziosa a sera

e il sole indora il mattino.

Non dovresti conoscere la disperazione – seppure

le lacrime scorrano a fiumi:

non sono gli anni più amati

per sempre presso il tuo cuore?

Piangono, tu piangi, così deve essere;

il vento sospira dei tuoi sospiri,

e dall’inverno cadono lacrime di neve

là dove giacciono le foglie d’autunno;

pure, presto rinascono, e il tuo destino

dal loro non può separarsi:

continua il tuo viaggio, se non con gioia,

pure, mai con disperazione!

Emily Bronte

Udire

I pensieri

si eclissano

dietro forme nuove

e contorte

così da impedire alla mente

di poter raggiungere la meta visibile.

Sta in una falsa immobilità,

il senso.

E risuona come dissonanza

inaspettatamente ricca di suoni

sentibili anche

senza essere uditi.

da ” Luoghi” di Federica Santoro

*Non c’è altro. Solo la donna*Jaime Sabines*

Non c’è altro. Solo la donna per rallegrarci,

solo occhi di donna per riconfortarci,

solo corpi nudi,

territori in cui l’uomo non si stanca.

Se non è possibile dedicarsi a Dio

nell’epoca della crescita,

che cosa dare al cuore afflitto

se non il circolo di morte necessaria

che è la donna?

Siamo nel sesso, bellezza pura,

cuore solo e pulito.

Bruno Amore – Il tremore d’una volta

.

Quel primo tremore delle dita

non l’ho scordato e non lo scordo mai

era una carezza che pareva ardita

e la sua pelle un attimo toccai.

Guardava altrove, lei, presa d’impaccio

ma di sottecchi le rubai un sorriso

mentre la trassi a me in un abbraccio

tra tanti sospiri e stare viso a viso

immobili tesi coi sensi allibiti

mi porse le labbra una volta sola

la volli ancora, avendone falliti.

E con le mani ardenti non come ora

strinsi le sue fattesi irrequiete

in una stretta d’affetto che accalora

la voglia di non so che, non dava requie.

Ora le guardo, ogni tanto, sembrano quelle

dell’emozione che allor provai

ma han conservato sol la stessa pelle

e quel sentire non tornerà giammai.

…………………………

Bruno Amore, 75enne, vive a Orciatico di Lajatico (PI), uno dei tanti borghi arroccati sui colli della Toscana, residuali dell’entroterra granducale agricolo-pastorale. Studi minimi della scuola di base. All’esperienza lavorativa di importante impatto sociale, ha unito letture di filosofia, storia, antropologia, senza indirizzo accademico specifico, per mera curiosità intellettuale. Vita professionale nell’Arma, Uff. di PG, poi elicotterista, scrive da qualche anno, poesie e brevi racconti. Qualche riconoscimento in concorsi letterari e alcuni inserimenti su antologie di Editrici di nome. Pubblica abitualmente su siti letterari della rete internet.

Foglie

https://youtu.be/qrrzG6txfKM
Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.
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107 Miliardi di uomini morti
Capire quanti uomini siano nati dall’inizio dei tempi, e conseguentemente morti, non è un’impresa facile. Assomiglia più a un esercizio di stile. Tuttavia, fatte le opportune premesse, è possibile fare una stima che diviene progressivamente più precisa via via che dalla preistoria ci si avvicina ai giorni nostri. Innanzitutto bisogna decidere da dove partire a contare: i primi ominidi calcavano la Terra già diversi milioni di anni fa, ma siamo sicuri di voler considerare Lucy, pora stella, una creatura spirituale meritevole (sempre secondo la fede cristiana) di ricevere i sacramenti? Lasciandoci alle spalle i vari Homo Erectus, Homo Habilis, Homo Neandethalensis e compagnia bella, diciamo che per convenienza possiamo fissare il nostro giorno zero a quello della comparsa dell’Homo Sapiens moderno, avvenuta circa 52 mila anni fa. Con una serie di ipotesi che per brevità tralascio (potete approfondirle grazie al Population Reference Bureau: “How Many People Have Evere Lived On Earth“), grazie alla Tabella 1 possiamo stimare in 107 miliardi, 602 milioni, 707 mila e 791 le persone nate e per lo più morte sul nostro pianeta.

In silenzio – Rabindranath Tagore

In silenzio, sotto i piedi del tempo,
diventa polvere ciò che non si sveglia
e resta fermo sulla strada.
Il fiume che si stanca cercando il mare
si perde nel fango a metà cammino;
la pallida fiamma della lampada,
in un angolo della stanza,
non si spegne alla fine della notte.
Nella notte la fiamma
che è viva nel cuore del camminatore
non si confonde nelle tenebre.

La morte non è niente.

La morte non è niente. Non conta.

Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.

Non è successo nulla.

Tutto resta esattamente come era.

Io sono io e tu sei tu

e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme è immutata, intatta.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il vecchio nome familiare.

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce,

Non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Sorridi, pensa a me e prega per me.

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.

Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

È la stessa di prima,

C’è una continuità che non si spezza.

Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene; nulla è perduto.

Un breve istante e tutto sarà come prima.

E come rideremo dei problemi della separazione

quando ci incontreremo di nuovo!

Va tutto bene.

Henry Scott Holland

Da il Giardiniere di Rabindranat Tagore

Confida nell’amore

anche se fa soffrire.

Non chiudere il tuo cuore

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

Il cuore, amore mio,

esiste solo per donarlo

come una lacrima e una canzone

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il piacere è fragile

come una goccia di rugiada:

mentre ride, muore.

Ma il dolore è forte e durevole.

Lascia che un triste amore

si desti nei tuoi occhi

Oh, no, amico mio

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il loto fiorisce al sole,

e perde tutto quello che ha.

Non vorrebbe rimanere in fiore

nella nebbia eterna dell’inverno

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Sensazione – Arthur Rimbaud

“Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera:

trasognato sentirò la frescura sotto i piedi

e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò, non penserò più a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,

nella Natura, lieto come con una donna.”