“Sono nata il ventuno a primavera” detta da Alda Merini”

Festeggiamo oggi, insieme, l’inizio della primavera, la Giornata mondiale della Poesia e il compleanno di Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1 Novembre 2009)

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Udire

I pensieri

si eclissano

dietro forme nuove

e contorte

così da impedire alla mente

di poter raggiungere la meta visibile.

Sta in una falsa immobilità,

il senso.

E risuona come dissonanza

inaspettatamente ricca di suoni

sentibili anche

senza essere uditi.

da ” Luoghi” di Federica Santoro

*Non c’è altro. Solo la donna*Jaime Sabines*

Non c’è altro. Solo la donna per rallegrarci,

solo occhi di donna per riconfortarci,

solo corpi nudi,

territori in cui l’uomo non si stanca.

Se non è possibile dedicarsi a Dio

nell’epoca della crescita,

che cosa dare al cuore afflitto

se non il circolo di morte necessaria

che è la donna?

Siamo nel sesso, bellezza pura,

cuore solo e pulito.

Bruno Amore – Il tremore d’una volta

.

Quel primo tremore delle dita

non l’ho scordato e non lo scordo mai

era una carezza che pareva ardita

e la sua pelle un attimo toccai.

Guardava altrove, lei, presa d’impaccio

ma di sottecchi le rubai un sorriso

mentre la trassi a me in un abbraccio

tra tanti sospiri e stare viso a viso

immobili tesi coi sensi allibiti

mi porse le labbra una volta sola

la volli ancora, avendone falliti.

E con le mani ardenti non come ora

strinsi le sue fattesi irrequiete

in una stretta d’affetto che accalora

la voglia di non so che, non dava requie.

Ora le guardo, ogni tanto, sembrano quelle

dell’emozione che allor provai

ma han conservato sol la stessa pelle

e quel sentire non tornerà giammai.

…………………………

Bruno Amore, 75enne, vive a Orciatico di Lajatico (PI), uno dei tanti borghi arroccati sui colli della Toscana, residuali dell’entroterra granducale agricolo-pastorale. Studi minimi della scuola di base. All’esperienza lavorativa di importante impatto sociale, ha unito letture di filosofia, storia, antropologia, senza indirizzo accademico specifico, per mera curiosità intellettuale. Vita professionale nell’Arma, Uff. di PG, poi elicotterista, scrive da qualche anno, poesie e brevi racconti. Qualche riconoscimento in concorsi letterari e alcuni inserimenti su antologie di Editrici di nome. Pubblica abitualmente su siti letterari della rete internet.

Foglie

https://youtu.be/qrrzG6txfKM
Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.
*********************
107 Miliardi di uomini morti
Capire quanti uomini siano nati dall’inizio dei tempi, e conseguentemente morti, non è un’impresa facile. Assomiglia più a un esercizio di stile. Tuttavia, fatte le opportune premesse, è possibile fare una stima che diviene progressivamente più precisa via via che dalla preistoria ci si avvicina ai giorni nostri. Innanzitutto bisogna decidere da dove partire a contare: i primi ominidi calcavano la Terra già diversi milioni di anni fa, ma siamo sicuri di voler considerare Lucy, pora stella, una creatura spirituale meritevole (sempre secondo la fede cristiana) di ricevere i sacramenti? Lasciandoci alle spalle i vari Homo Erectus, Homo Habilis, Homo Neandethalensis e compagnia bella, diciamo che per convenienza possiamo fissare il nostro giorno zero a quello della comparsa dell’Homo Sapiens moderno, avvenuta circa 52 mila anni fa. Con una serie di ipotesi che per brevità tralascio (potete approfondirle grazie al Population Reference Bureau: “How Many People Have Evere Lived On Earth“), grazie alla Tabella 1 possiamo stimare in 107 miliardi, 602 milioni, 707 mila e 791 le persone nate e per lo più morte sul nostro pianeta.

In silenzio – Rabindranath Tagore

In silenzio, sotto i piedi del tempo,
diventa polvere ciò che non si sveglia
e resta fermo sulla strada.
Il fiume che si stanca cercando il mare
si perde nel fango a metà cammino;
la pallida fiamma della lampada,
in un angolo della stanza,
non si spegne alla fine della notte.
Nella notte la fiamma
che è viva nel cuore del camminatore
non si confonde nelle tenebre.