In silenzio – Rabindranath Tagore

In silenzio, sotto i piedi del tempo,
diventa polvere ciò che non si sveglia
e resta fermo sulla strada.
Il fiume che si stanca cercando il mare
si perde nel fango a metà cammino;
la pallida fiamma della lampada,
in un angolo della stanza,
non si spegne alla fine della notte.
Nella notte la fiamma
che è viva nel cuore del camminatore
non si confonde nelle tenebre.

Quando mi comandi di cantare – Rabindranath Tagore

Quando mi comandi di cantare

il mio cuore 

sembra scoppiare d’orgoglio 

e fisso il tuo volto 

e le lacrime mi riempiono gli occhi. 

.
Tutto ciò che nella mia vita 

vi è di aspro e discorde 

si fonde in dolce armonia, 

e la mia adorazione stende l’ali 

come un uccello felice 

nel suo volo a traverso il mare. 

.
So che ti diletti del mio canto, 

che soltanto come cantore 

posso presentarmi al tuo cospetto. 

.
Con l’ala distesa del mio canto 

sfioro i tuoi piedi, che mai 

avrei pensato di poter sfiorare. 

.
Ebbro della felicità del mio canto 

dimentico me stesso 

e chiamo amico te 

che sei il mio signore. 

Ho fame della tua bocca – Pablo Neruda

  
Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli

e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,

non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,

cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,

delle tue mani color di furioso granaio,

ho fame della pallida pietra delle tue unghie,

voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,

il naso sovrano dell’aitante volto,

voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,

cercandoti, cercando il tuo cuore caldo

come un puma nella solitudine di Quitratúe.

Pablo Neruda