Foglie

https://youtu.be/qrrzG6txfKM
Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.
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107 Miliardi di uomini morti
Capire quanti uomini siano nati dall’inizio dei tempi, e conseguentemente morti, non è un’impresa facile. Assomiglia più a un esercizio di stile. Tuttavia, fatte le opportune premesse, è possibile fare una stima che diviene progressivamente più precisa via via che dalla preistoria ci si avvicina ai giorni nostri. Innanzitutto bisogna decidere da dove partire a contare: i primi ominidi calcavano la Terra già diversi milioni di anni fa, ma siamo sicuri di voler considerare Lucy, pora stella, una creatura spirituale meritevole (sempre secondo la fede cristiana) di ricevere i sacramenti? Lasciandoci alle spalle i vari Homo Erectus, Homo Habilis, Homo Neandethalensis e compagnia bella, diciamo che per convenienza possiamo fissare il nostro giorno zero a quello della comparsa dell’Homo Sapiens moderno, avvenuta circa 52 mila anni fa. Con una serie di ipotesi che per brevità tralascio (potete approfondirle grazie al Population Reference Bureau: “How Many People Have Evere Lived On Earth“), grazie alla Tabella 1 possiamo stimare in 107 miliardi, 602 milioni, 707 mila e 791 le persone nate e per lo più morte sul nostro pianeta.

In silenzio – Rabindranath Tagore

In silenzio, sotto i piedi del tempo,
diventa polvere ciò che non si sveglia
e resta fermo sulla strada.
Il fiume che si stanca cercando il mare
si perde nel fango a metà cammino;
la pallida fiamma della lampada,
in un angolo della stanza,
non si spegne alla fine della notte.
Nella notte la fiamma
che è viva nel cuore del camminatore
non si confonde nelle tenebre.

La morte non è niente.

La morte non è niente. Non conta.

Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.

Non è successo nulla.

Tutto resta esattamente come era.

Io sono io e tu sei tu

e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme è immutata, intatta.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il vecchio nome familiare.

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce,

Non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Sorridi, pensa a me e prega per me.

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.

Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

È la stessa di prima,

C’è una continuità che non si spezza.

Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene; nulla è perduto.

Un breve istante e tutto sarà come prima.

E come rideremo dei problemi della separazione

quando ci incontreremo di nuovo!

Va tutto bene.

Henry Scott Holland

Non so come tu canti – Rabindranath Tagore

Non so come tu canti, mio signore!

Sempre ti ascolto

in silenzioso stupore.

La luce della tua musica

illumina il mondo.

Il soffio della tua musica

corre da cielo a cielo.

L’onda sacra della tua musica

irrompe tra gli ostacoli pietrosi

e scorre impetuosa in avanti.

Il cuore anela di unirsi al tuo canto,

ma invano cerco una voce.

Vorrei parlare, ma le mie parole

non si fondono in canti

e impotente grido.

Hai fatto prigioniero il mio cuore

nelle infinite reti

della tua musica.

Da il Giardiniere di Rabindranat Tagore

Confida nell’amore

anche se fa soffrire.

Non chiudere il tuo cuore

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

Il cuore, amore mio,

esiste solo per donarlo

come una lacrima e una canzone

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il piacere è fragile

come una goccia di rugiada:

mentre ride, muore.

Ma il dolore è forte e durevole.

Lascia che un triste amore

si desti nei tuoi occhi

Oh, no, amico mio

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Il loto fiorisce al sole,

e perde tutto quello che ha.

Non vorrebbe rimanere in fiore

nella nebbia eterna dell’inverno

Oh, no, amico mio,

le tue parole sono oscure,

io non posso comprenderle

Sensazione – Arthur Rimbaud

“Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera:

trasognato sentirò la frescura sotto i piedi

e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò, non penserò più a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,

nella Natura, lieto come con una donna.”

Afferro le sue mani – Rabindranath Tagore

Afferro le sue mani

e la stringo al mio petto.

Tento di riempire le mie braccia

della sua bellezza

di depredare con i baci

il suo dolce sorriso

di bere i suoi bruni sguardi

con i miei occhi.

Ma dov’è?

Chi può spremere l’azzurro dal cielo?

Cerco di afferrare la bellezza;

essa mi elude

lasciando soltanto il corpo

nelle mie mani.

Stanco e frustrato mi ritraggo.

Come può il corpo toccare

il fiore che soltanto

lo spirito riesce a sfiorare?

Sensazione

“Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera:

trasognato sentirò la frescura sotto i piedi

e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò, non penserò più a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,

nella Natura, lieto come con una donna.”

Sensazione – Arthur Rimbaud

Vita

Nella mia vita

ho amato,cuore e anima,

luce ed ombre della terra.

Questo amore senza fine

ha fatto udire

la voce della speranza

nell’azzurro del cielo.

E rimarrà nella felicità

e nel dolore più profondo,

rimarrà in ogni gemma

e in ogni fiore,

nelle notti primaverili ed estive

Ha messo l’anello di nozze

alla mano del futuro.

Da Sfulingo”

(Scintille)

di

Rabindranath Tagore

*Non c’è altro. Solo la donna*Jaime Sabines*

Non c’è altro. Solo la donna per rallegrarci,

solo occhi di donna per riconfortarci,

solo corpi nudi,

territori in cui l’uomo non si stanca.

Se non è possibile dedicarsi a Dio

nell’epoca della crescita,

che cosa dare al cuore afflitto

se non il circolo di morte necessaria

che è la donna?

Siamo nel sesso, bellezza pura,

cuore solo e pulito.