Stacey Kent

Annunci

Mama Afrika (1966) – Khawuleza

Khawuleza

‎Khawuleza mama

Sbrigati mamma

Khawuleza mama

Sbrigati mamma

Fihlan’ amagogogo

Riempi i bidoni

Nang’ amapolis’ azongen’endlwini mama, khawuleza

Ecco i poliziotti, ci entreranno in casa, sbrigati

Nang’ amapolis’ azongen’endlwini mama, khawuleza

Ecco i poliziotti, ci entreranno in casa, sbrigati

Jonga jonga jonga yo khawuleza mama, iyeyiye mama, khawuleza

guarda guarda guarda sbrigati mamma, su mamma, sbrigati

Jonga jonga jonga yo khawuleza mama, iyeyiye mama, khawuleza

guarda guarda guarda sbrigati mamma, su mamma, sbrigati.

(Traduzione dallo Xhosa in Italiano a cura di un anonimo Toscano del XXI Secolo)

***************************************************************

Come la stessa Makeba spiega nell’introduzione alla canzone, “Khawuleza” parla dei raid che la ‎polizia del regime segregazionista era solita fare nelle “townships” per arrestare i militanti ‎dell’ANC oppure – come ricorda nella sua autobiografia “Makeba: My Story” del 1987 – per ‎reprimere certe attività considerate illegali, come la fabbricazione clandestina di birra ed alcolici, ‎che i neri svolgevano per campare. Un artista nero doveva avere un gran coraggio per cantare ‎canzoni come questa e la Makeba ne aveva da vendere: quando nel 1961 ‎dedicò una canzone a Patrice Lumumba, il leader dell’indipendenza congolese assassinato nel ‎gennaio di quell’anno, le forze speciali del governo rhodesiano la informarono che l’avrebbero ‎ammazzata se non se fosse andata dal paese… (30 anni d’esilio)

(fonte: African Music Safari)

*Dal sito antiwarsongs.org

Miriam Makeba, nota anche con lo pseudonimo di Mama Afrika, è nata il 4 marzo 1932, a Johannesburg, Sudafrica é stata una cantante sudafricana di jazz e world music.

Miriam Makeba morì la notte del 9 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dove, qualche ora prima, nonostante forti dolori al petto, si era esibita in un concerto contro la camorra, che pochi mesi prima aveva lì ucciso sei immigrati africani, e dedicato anche allo scrittore Roberto Saviano

Da Wikipedia