Wanderer- Cat Power

Ondarock / Recensioni / 2018 / Cat Power – Wanderer

di Giuliano Delli Paoli

Oh, wanderer

I’ve been here wondering

If your brown eyes still have color, could I see?

That night, that night with those hands, those hands

That night, that night, oh, galleon ring

Negli ultimi sei anni, la gatta del rock ha girato in lungo e in largo gli States e diversi luoghi del pianeta. Da questo suo “vagabondare” è nato il decimo disco in carriera, “Wanderer”. Un titolo che ben esplica lo spirito che pervade l’opera, con il folk, il blues del Delta e un ritorno sporadico, talvolta eloquente, a quelli che erano gli umori acustici del capolavoro del 2003, “You Are Free”, frullati e strizzati in un secchio puntualmente pieno di malinconia e inquietudine; stati d’animo che oggi, a quarantasei anni compiuti, finiscono per intersecarsi con un’insolita voglia di rinascere e reinventarsi interiormente. Undici tracce che narrano dei tanti incontri avuti durante i suoi lunghi viaggi, soprattutto con i musicisti di fortuna incontrati per le strade polverose del sud degli States; canzoni laccate per l’occasione da Rob Schnapf (co-produttore con Tom Rothrock di diversi album del rimpianto Elliott Smith), manipolatore di lungo corso che fornisce quel calore necessario al mood solitamente instabile e sfuggente della Marshall.

Continua qui su Onda Rock

Kurt Cobain – La maledizione del “Club dei 27″(anni)

I don’t blame you – Io non ti biasimo – Cat Power

Kurt Donald Cobain (Aberdeen, 20 febbraio 1967 – Seattle, 5 aprile 1994) è stato un cantautore, chitarrista e pittore statunitense, frontman del gruppo musicale grunge Nirvana. Cobain ha formato i Nirvana nel 1987 con Krist Novoselic. In due anni la band divenne uno dei gruppi leader della scena rock statunitense. Nel 1991, l’uscita del singolo “Smells Like Teen Spirit”segnò l’inizio di una nuova generazione, la generazione X.

Nella lettera scritta prima del suicidio, diretta all’amico immaginario della sua infanzia, “Boddah”, Cobain cita un verso di una  canzone di Neil Young, “Hey Hey, My My” –È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente

L’8 aprile 1994, venne trovato morto nella sua casa di Seattle, suicidatosi con un colpo di fucile.

La  lettera che Cobain scrisse prima di spararsi:

« Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po’ vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l’etica dell’indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio, quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l’apprezzo, Dio mi sia testimone che l’apprezzo, ma non è abbastanza).
Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po’ stordito per ritrovare l’entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, Pesci, dell’uomo Gesù! Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.
Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
Pace, amore, empatia. Kurt Cobain.
Frances e Courtney, io sarò al vostro altare.
Ti prego Courtney continua così, per Frances.
Perché la sua vita sarà molto più felice senza di me.
Vi Amo. Vi Amo. »

kbn

Negli ultimi anni della sua vita, Cobain ha lottato contro la dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui ha avuto una figlia di nome Frances Bean. L’8 aprile 1994, venne trovato morto nella sua casa di Seattle, suicidatosi con un colpo di fucile.
Kurt Cobain è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni, a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica che la cultura giovanile. Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, Kurt Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta.

Con il primo singolo “Smells Like Teen Spirit ” e con il relativo video i Nirvana entrano nel mainstream, della divulgazione di un sottogenere del rock alternativo chiamato grunge.

Mentre la sua vita professionale aveva raggiunto l’apice grazie all’incredibile successo dei Nirvana, la vita privata di Cobain era sempre più minata dalla depressione e dall’abuso di droga. Il consumo di eroina di Cobain iniziò ad aumentare a dismisura, la droga si rivelò il suo metodo per fuggire dalle pressioni dei media e dai suoi problemi di stomaco. Per controparte, la dipendenza da eroina cominciò ad isolarlo dagli altri.

Kurt Cobain morì a 27  anni proprio come Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison e tanti altri, aggiungendosi al cosiddetto Club 27 degli artisti morti prematuramente all’età di 27 anni.

“CLUB DEI 27 “:  clicca qui

Metal Hearth

Metal hearth-Cuore di metallo

Perdere la stella senza cielo

Perdere le ragioni per le quali resto viva

Perdere la speranza che fingevo di avere

non sto scherzando é tutto vero 

Sono dannata se non lo faccio 

Sono dannata se lo faccio

Cerco di apparire vera

altrimenti mi rinchiuderanno in un trite, triste zoo

hidy, cosa cerchi di dimostrare?

hidy,non vali niente

Cercare la fortuna con un accordo

trattenendolo fino al successo

il fumo blu ci prenderà

con un violento volo

tutto cambierà, polvere dappertutto

e mi ti troverai in uno zoo molto triste

Un tempo mi ero perduta

ma ora mi sono ritrovata, ero cieca

ma ora ti vedo

sei un egoista che si rifiuta di credere

nel significato di tutto il male sognato

Cuore di metallo non ti puoi nascondere

Cuore di metallo non vali niente

          Metal Hearth- testo e musica di Cat Power