Ho fame della tua bocca – Pablo Neruda

  
Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli

e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,

non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,

cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,

delle tue mani color di furioso granaio,

ho fame della pallida pietra delle tue unghie,

voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,

il naso sovrano dell’aitante volto,

voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,

cercandoti, cercando il tuo cuore caldo

come un puma nella solitudine di Quitratúe.

Pablo Neruda

Primavera – Rabindranath Tagore

Chi sei tu, lettore che leggile mie parole tra un centinaio d’anni?

Non posso inviarti un solo fiore

della ricchezza di questa primavera,

una sola striatura d’oro

delle nubi lontane.

Apri le porte e guardati intorno.

Dal tuo giardino in fiore cogli

i ricordi fragranti dei fiori svaniti

un centinaio d’anno fa.

Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire

la gioia vivente che cantò

in un mattino di primavera,

mandando la sua voce lieta

attraverso un centinaio d’anni.

La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,

Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,

Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,

folte macchie, radure, prati rosa,

Variegati colori, pallido grigio verde,

porpora, bianco e oro, la luce vi scherza

fendendo le acque

Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce, 

il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi, 

e l’alimento dei nuotatori

Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù, 

o arrancano lenti sul fondo,

Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo

d’aria e vapore, o scherza con la

sua coda,

Lo squalo dall’occhio di piombo,

il tricheco, la testuggine, il peloso

leopardo marino, la razza,

E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,

affondare lo sguardo in quei fondi

marini, respirando quell’aria così

densa che tanti respirano,

Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui

o all’aria sottile respirata da esseri che

al pari di noi su questa sfera

camminano,

Il cambiamento più oltre, dal nostro

mondo passando a quello di esseri

che in altre sfere camminano.

Walt Whitman

La tua pupilla è azzurra quando ridi

La tua pupilla è azzurra quando ridi

la sua dolce chiarezza mi ricorda

il fulgore tremulo del mattino

che si riflette nel mare.

La tua pupilla è azzurra e quando piangi

le lacrime trasparenti la velano,

come gocce di rugiada

sopra una violetta.

La tua pupilla è azzurra e se un’idea

come un punto di luce in fondo brilla,

mi sembra nel cielo della sera

una perduta stella.

Gustavo Adolfo Bécquer

  

Pupilla di Jacopo Foggini (2004)