“Come io vedo il mondo” di Albert Einstein (prima parte)

Società e personalità

Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all’esistenza di altri uomini, e che per nostra stessa natura siamo simili agli animali che vivono in comunità. Ci nutriamo di alimenti prodotti da altri uomini, portiamo abiti fatti da altri, abitiamo case realizzate mediante l’opera di altre persone. La maggior parte di quanto sappiamo e crediamo ci è stata insegnata da altri per mezzo di una lingua che altri hanno creato. Senza la lingua la nostra facoltà di pensare sarebbe assai meschina e paragonabile a quella degli animali superiori. Pertanto, ciò che soprattutto ci rende differenti dagli animali consiste, bisogna ammetterlo, nel nostro modo di vivere in società. L’individuo lasciato solo fin dalla nascita resterebbe nei suoi pensieri e sentimenti simile agli animali in misura assai difficile da immaginare. Ciò che ogni individuo è e rappresenta non lo è in quanto individuo, ma in quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale e morale dalla nascita fino alla morte.
Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende innanzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell’esistenza degli altri individui. E infatti, noi siamo solitamente abituati a giudicare un uomo cattivo o buono secondo questo modo di vedere. Eppure, anche questa concezione non è rigorosamente esatta. Non è difficile avvedersi del fatto che tutti i beni materiali, intellettuali e morali ricevuti dalla società sono potuti giungere fino a noi col susseguirsi di innumerevoli generazioni di individualità creatrici, cosicché quello di oggi è un individuo che ha appreso in un sol colpo l’uso del fuoco, un individuo che ha conosciuto la coltura delle piante nutritive, un individuo che ha scoperto la macchina a vapore. E tuttavia, solo l’individuo libero può meditare e conseguentemente creare nuovi valori sociali e stabilire nuovi valori etici attraverso i quali la società si perfeziona.

Dalla raccolta di riflessioni di Albert Einstein scritte dal 1934 fino al 1955, anno della morte dello scienziato,riunite in unica pubblicazione sotto il titolo di “come io vedo il mondo”.(a cura di Ciro A. R. Abilitato

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