Stage door – Franco Battiato

Mi sembra di viaggiare

in zone rarefatte del pensiero,

dove si affina la mia disposizione a vivere

che si inebria di stili e discipline.

In un insieme irridente di parche voglie,

celebro il mio vanto I miei sensi la mia unicitа.

Furono giorni di stanchezza assurda e depressiva,

di una totale mancanza di luciditа.

Quando ti chiedi in qualche letto sconosciuto,

che cosa hai fatto e perchй vivi in tanta estraneitа.

Sapessi che dolore l’esistenza

che vede nero dove nero non ce n’и.

Il fatto и che non posso piщ tornare indietro

che non riesco a vivere con te nй senza di te,

credimi.

Perchй noi siamo liberi di fare quello che vogliamo,

di uccidere, stuprare e rapinare

e vomitare critiche insensate,

parlare e dire solo sempre inutili cazzate,

per un bisogno quotidiano di tensione

in questo sfoggio naturale di pazzia.

Ci si puт difendere restando in modo dell’indifferenza

contro questa crescita esponenziale di follia e di violenza,

o ritornare indietro all’antica pazienza

o ritornare indietro…

Ma io vorrei essere un’aquila vedere il piano del mondo

che inclina verso di noi e le leggi che si inchinano

lanciarmi a inseguire il tuo deserto

e I saperi solenni e le porte dorate cominciare di nuovo il viaggio.

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