Fornicazione

Fornicammo mentre i fiori si schiudevano 

al mattino e di noi prendemmo piacere,

sì, l’un l’altro. Libero.

Ora la mia mente andava,

seguiva le orme delle cose che pensava.

Una canzoncina ardita mi premeva

le ossa del costato…

e, il desiderio di tenere

le tue tenere dita.

Vorrei tra giaculatorie di versi spirare –

e rosari composti di spicchi d’arancia,

e l’aria del mare,

e l’odore marcio di un vecchio porto,

e come pesce putrefatto putrefare. 

Testo di Manlio Sgalambro – Musica di Franco Battiato

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