Il mondo corre via – Alano di Lilla

Tutte le creature del mondo

sono come un libro o un dipinto,

uno specchio per noi:

simbolo fedele

della nostra vita, della nostra morte,

della nostra condizione, del nostro destino.

La rosa dipinge la nostra condizione,

del nostro stato è commento appropriato,

è insegnamento per la nostra vita;

mentre fiorisce di primo mattino,

come fiore senza petali sfiorisce

nella vecchiezza della sera.

Perciò il fiore respirando spira

mentre impallidendo appassisce,

già morente sul nascere;

insieme antica e nuova,

insieme vecchia e fanciulla,

la rosa sbocciando imputridisce.

Così la primavera dell’uomo

sboccia per breve tempo

nel primo mattino della giovinezza;

la sera della vita caccia in fretta

questo mattino mentre conclude

il crepuscolo della vita.

Mentre si dispiega la sua bellezza,

il tempo nel quale trascorre

consuma subito la sua grazia,

il fiore diviene fieno, fango la gemma,

l’uomo cenere, mentre paga

il tributo alla morte.

La sua vita, il suo esistere

sono pena, fatica e necessità

di chiudere la vita con la morte;

così la morte chiude la vita, il pianto il riso,

l’ombra il giorno, l’onda il porto,

la sera il mattino.

Il primo insulto lo insinua

il dolore che ha il volto della morte,

il dolore, maschera della morte;

nella fatica innanzitutto ci immerge,

al dolore ci costringe,

la conclusione è la morte.

Vincolata dunque da questa legge,

leggi, o uomo, la tua condizione,

osserva bene il tuo essere;

guarda senza remore

che cosa eri quando nascevi,

come sei adesso, cosa sarai!

Piangi la tua pena, deplora le tue colpe,

frena le passioni, spezza l’alterigia,

rinuncia all’orgoglio!

Reggitore della mia mente, auriga,

guida l’anima, contieni i flutti

perchè non errino dal retto cammino.

Il mondo corre via – Alano di Lilla

Alano di Lilla, o Alano delle Isole (Lilla, 1125 circa – Cîteaux, 1202), è stato un teologo e filosofo francese, forse partecipò al Concilio Laterano del 1179; definito Doctor universalis per la vastità delle sue conoscenze, si fece monaco e si ritirò nell’abbazia di Cîteaux.

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