Autunno – Pablo Neruda

  

Modesto è l’autunno, come i taglialegna.

Costa molto togliere tutte le foglie

da tutti gli alberi di tutti i paesi.

La primavera le cucì in volo

e ora bisogna lasciarle cadere

come se fossero uccelli gialli:

Non è facile.

Serve tempo.

Bisogna correre per le strade,

parlare lingue,

svedese, portoghese,

parlare la lingua rossa,

quella verde.

Bisogna sapere

tacere in tutte le lingue

e dappertutto, sempre,

lasciare cadere,

cadere,

lasciare cadere,

cadere le foglie.

Difficile è essere autunno,

facile essere primavera.

Accendere tutto quel che è nato

per essere acceso.

Spegnere il mondo, invece,

facendolo scivolare via

come se fosse un cerchio di cose gialle,

fino a fondere odori, luce, radici,

e a far salire il vino all’uva,

coniare con pazienza l’irregolare moneta

della cima dell’albero

e spargerla dopo

per disinteressate strade deserte,

è compito di mani virili.

Pablo Neruda – Autunno

2 risposte a "Autunno – Pablo Neruda"

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