Que reste-t-il de nos amours – Charles Trenet

Chissà cosa mormora il vento 

stasera col suo lamento 

dietro la porta laggiù. 

Di già il caminetto s’é spento 

io chiudo gli occhi e rammento 

gli amori di gioventù. 

Di voi che resta antichi amori 

giorni di festa teneri ardori 

solo una mesta 

foto ingiallita fra le mie dita. 

Di voi che resta sguardi innocenti 

lacrime e risa e giuramenti 

solo sepolto in un cassetto qualche biglietto. 

Sere d’aprile sogni incantati 

capelli al vento baci rubati 

che resta dunque di tutto ciò ditemi un pò. 

Rivedo un viso mormoro un nome 

ma non ricordo quando né come 

penso a un villaggio dove non so se tornerò. 

Mai più mano con mano nel buio 

stupiti d’essere due felici senza perché. 

Mai più fiori nascosti nel libro 

il cui profumo ci inebria ma presto evapora ahimé. 

Di voi che resta antichi amori 

grandi segreti complici cuori 

solo nel petto male guarita una ferita. 

Di voi che resta parole audaci carezze caste timide braci 

solo una cenere che più non fuma ma si consuma. 

Chiari di luna dolci sentieri e tu perduta anima di ieri 

perché sparisti chi ti rubò dimmelo un pò. 

Solo un motivo risento ancora d’un fuggitivo disco d’allora 

e a un luogo penso dove non so se tornerò.  

***
Que reste-t-il de nos amours – Che cosa resta

Trenet-Bufalino

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