Angeli Custodi – TonyM


Se mai,
questo cuore
resterà con il tuo amore,
non scappando come sempre
appena si sente preso
per paura di restare solo
disperato
sedotto
abbandonato
Se supererà queste barriere
in fondo
solo filo spinato
forse prenderà il volo.

Lo so queste paure
sono pure le tue
ma dobbiamo sostenerci
farci coraggio
coccolare il nostro cuore.
Spazio
tempo
non conteranno
sparirà ogni confine
ti amero’
mi amerai
magari non per sempre
ma questo dipende da noi.
Felice sono gia’ adesso
felice di averti trovata
ti conosco
ma sei lontana.
come su un altro pianeta.
Pensa avere un bimbo nostro
con un sorriso da piccolo Angelo
che subito ti cattura.
Sono i bimbi i nostri custodi
ci isegnano ad amare
           Angeli custodi
ma non ci crediamo 
perchè tutti ci dicono:
“gli angeli non si vedono”
ma è una bugia
non li vogliamo vedere noi
Gia mi vedo che gli diciamo
“grazie dono di Dio”
lui sorride non sa parlare
ma noi sentiamo nella mente
che dice che ci ama tanto
perché farlo nascere
è stato Amore vero.
TonyM – 23 Marzo 2005

Ho visto anche degli zingari felici – Claudio Lolli

È vero che dalle finestre

non riusciamo a vedere la luce

perché la notte vince sempre sul giorno

e la notte sangue non ne produce,

è vero che la nostra aria

diventa sempre più ragazzina

e si fa correre dietro

lungo le strade senza uscita,

è vero che non riusciamo a parlare

e che parliamo sempre troppo.

È vero che sputiamo per terra

quando vediamo passare un gobbo,

un tredici o un ubriaco

o quando non vogliamo incrinare

il meraviglioso equilibrio

di un’obesità senza fine,

di una felicità senza peso.

È vero che non vogliamo pagare

la colpa di non avere colpe

e che preferiamo morire

piuttosto che abbassare la faccia, è vero

cerchiamo l’amore sempre

nelle braccia sbagliate.

È vero che non vogliamo cambiare

il nostro inverno in estate,

è vero che i poeti ci fanno paura

perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,

amano l’odore delle armi

e odiano la fine della giornata.

Perché i poeti aprono sempre la loro finestra

anche se noi diciamo che è

una finestra sbagliata.

È vero che non ci capiamo,

che non parliamo mai

in due la stessa lingua,

e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero

che abbiamo tanto da fare

e non facciamo mai niente.

È vero che spesso la strada ci sembra un inferno

e una voce in cui non riusciamo a stare insieme,

dove non riconosciamo mai i nostri fratelli,

è vero che beviamo il sangue dei nostri padri,

che odiamo tutte le nostre donne

e tutti i nostri amici.

Ma ho visto anche degli zingari felici

corrersi dietro, far l’amore

e rotolarsi per terra,

ho visto anche degli zingari felici

in Piazza Maggiore

ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ma ho visto anche degli zingari felici

corrersi dietro, far l’amore

e rotolarsi per terra,

ho visto anche degli zingari felici

in Piazza Maggiore

ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Siamo noi a far ricca la terra

noi che sopportiamo

la malattia del sonno e la malaria

noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,

noi piantiamo il mais

su tutto l’altopiano.

Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,

le nostre braccia arrivano

ogni giorno più lontane.

Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,

con che poi tutti gli altri

restano favoriti.

E siamo noi a far bella la luna

con la nostra vita

coperta di stracci e di sassi di vetro.

Quella vita che gli altri ci respingono indietro

come un insulto,

come un ragno nella stanza.

Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera,

riprendiamoci la vita,

la terra, la luna e l’abbondanza.

È vero che non ci capiamo

che non parliamo mai

in due la stessa lingua,

e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero

che abbiamo tanto da fare

e che non facciamo mai niente.

È vero che spesso la strada ci sembra un inferno

o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,

dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.

È vero che beviamo il sangue dei nostri padri,

che odiamo tutte le nostre donne

e tutti i nostri amici.

Ma ho visto anche degli zingari felici

corrersi dietro, far l’amore

e rotolarsi per terra.

Ho visto anche degli zingari felici

in Piazza Maggiore

ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ma ho visto anche degli zingari felici

corrersi dietro, far l’amore

e rotolarsi per terra.

Ho visto anche degli zingari felici

in Piazza Maggiore

ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ho visto anche degli zingari felici – Claudio Lolli ( 1976 )

La canzone dei vecchi amanti – Jacques Brel

Certo ci fu qualche tempesta

anni d’amore alla follia.

Mille volte tu dicesti basta

mille volte io me ne andai via.

Ed ogni mobile ricorda

in questa stanza senza culla

i lampi dei vecchi contrasti

non c’era più una cosa giusta

avevi perso il tuo calore

ed io la febbre di conquista.

Mio amore mio dolce meraviglioso amore

dall’alba chiara finché il giorno muore

ti amo ancora sai ti amo.

So tutto delle tue magie

e tu della mia intimità

sapevo delle tue bugie

tu delle mie tristi viltà.

So che hai avuto degli amanti

bisogna pur passare il tempo

bisogna pur che il corpo esulti

ma c’é voluto del talento

per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.

Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore

dall’alba chiara finché il giorno muore

ti amo ancora sai ti amo.

Il tempo passa e ci scoraggia

tormenti sulla nostra via

ma dimmi c’é peggior insidia

che amarsi con monotonia.

Adesso piangi molto dopo

io mi dispero con ritardo

non abbiamo più misteri

si lascia meno fare al caso

scendiamo a patti con la terra

però é la stessa dolce guerra.

Mon amour

mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour

de l’aube claire jusqu’à la fin du jour

je t’aime encore, tu sais, je t’ame

          La canzone dei vecchi amanti

La chanson des vieux amants – Jacques Brel

 

 

 

<!–

–>

Aria di neve – Sergio Endrigo

Sopra le nuvole c’é il sereno
ma il nostro amore non appartiene al cielo.
Noi siamo qui tra le cose di tutti i giorni
i giorni e i giorni grigi.
Aria di neve sul tuo viso, le mie parole
sono parole amare senza motivo.
Prima o poi tra le nostre mani
più niente resterà.
E’ una vita impossibile
questa vita insieme a te.
Tu non ridi non piangi non parli più
e non sai dirmi perché.
Lungo la strada del nostro amore
ho già inventato mille canzoni nuove per i tuoi occhi.
Più di mille canzoni nuove
che tu non canti mai.

Aria di neve  – Sergio Endrigo)

 

L’amore va veloce e tu stai indietro

Anche se non sono un fans di Tiziano Ferro, mi domandavo perchè mi piace questa sua canzone. Poi scopro che il testo è stato scritto in collaborazione con Ivano Fossati uno dei più  grandi parolieri/poeti che abbiamo in Italia, peccato che si è ritirato dalle scene.La canzone racconta di un addio, di chi resta aggrappato ai ricordi, voltandosi ogni tanto ‘indietro’ a guardare al passato.

Io voglio regalarti la mia vita.
Chiedo tu cambi tutta la mia vita, ora.
Ti do questa notizia in conclusione.
Notizia è l’anagramma del mio nome, vedi.
E so che serve tempo, non lo nego.
Anche se in fondo tempo non ce n’è, ma se…c
cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro
Se cerchi mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.
Ricevo il tuo contrordine speciale.
Nemico della logica morale.
Opposto della fisica normale.
Geometria degli angoli nascosti, nostri.
E adesso!
Ripenso a quella foto insieme.
Decido che non ti avrei mai perduta,
mai perduta, perché ti volevo troppo.
Mancano i colpi al cuore .
Quel poco tanto di dolore.
Quell’attitudine di chi ricorda tutto, ma se…
Guardo, lo vedo.
Il mondo va veloce e tu vai indietro.
Se cerchi, mi vedi.
Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti, mai.
Dietro le lacrime che mi hai nascosto.
Negli spazi di un segreto opposto.
Resto fermo e ti aspetto.
Da qui non mi è possibile.
No non rivederti più.
Se lontana non sei stata mai.]
Se cerco lo vedo.
L’amore va veloce e tu stai indietro.

Indietro – Tiziano Ferro – Ivano Fossati

Viva La Vida -Coldplay

Dominavo il mondo
le maree si alzavano quando lo ordinavo
adesso al mattino dormo da solo
spazzo le strade che una volta possedevo

Tiravo i dadi
vedevo la paura negli occhi dei miei nemici
sentivo la folla cantare
adesso il vecchio re è morto!
lunga vita al re!”
Un momento tenevo le chiavi

subito dopo mi rinchiudevano fra quattro mura
Ho scoperto che i miei castelli avevano fondamenta di sale
colonne di sabbia
Sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
Una volta lo sai
non c’era mai una parola onesta,

mai
ma quello era quando dominavo il mondo
Ed il dannato selvaggio vento
ha buttato giù le porte per farmi entrare.
Finestre infrante ed il suono dei tamburi
la gente non credeva a ciò che ero divenuto
i rivoluzionari volevano
la mia testa su un piatto d’argento
Solo un pupazzo con un unico filo
chi mai vorrebbe essere un re?
So che San Pietro mi chiamerà
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
So che San Pietro mi chiamerà
Mai una parola onesta
ma quello era quando dominavo il mondo
Viva La Vida -Coldplay 

I re del mondo

Tu sai che alcuni di loro
senza la tua poesia
che li ha messi in luce
sarebbero rimasti nell’ombra.
Erano re su terre spezzate,
ove le persone pativano la fame
e le piante erano aride.
Tu hai voluto creare degli eroi
per far rivivere l’epoca del profeta
ma essi non erano all’altezza ….”
Muhammad al-Fayturi ( poeta libico sudanese)
Queste storie non sono vere, giornali e tv non ne parlano
  anche su internet non si trova quasi niente.
Il grande fratello- quello vero -decide che è solo una favola
bella o brutta non importa  che illude e c’illude
che questi bambini sono solo comparse di un film senza distribuzione.
Ero il Re del mondo e tu la mia regina
non ero entrato in niente

e niente era entrato in me
sognavo io e te
nel mondo bianco splendente
poi sei arrivata tu
vita
madre natura

 

hai fatto del tuo meglio per farmi  andare nel sole
nel mondo bianco e rosso -hai detto –
non ci potevo stare
un sole cosi’ forte senza protezione
che neri, neri ci ha fatto diventare
 

Cosè questo mondo selvaggio
non è cosi’ che l’avevo sognato
sì, in qualche modo me ne andrò in giro

quaranta kilometri al giorno per prendere l’acqua
e  a questo che serve la mia vita?

solo bambini come carne da macello?
organi da trapiantare?
un Kalaskinov in mano a quattro anni
è per questo che mi hanno messo al mondo?
*****
un Africano sono io
uno nato nero,  per tua fortuna tu  non lo sarai mai
ma mentre vivevo e respiravo
mi hai sussurato non c’è più niente da mangiare
mi sono perso e questa terra non ha più un nome
con dittatori che ci fanno morire di fame

sei morta mamma che  mi tenevi vivo
chi sono io che sono arrivato fino a qui?

in questo accampamento trattato come un animale
mentre io sognavo di vivere e girare il mondo
in silenzio tu con tanti nomi mi hai ucciso

ma ti perdono anche se non serve a niente

cuori freddi vedono e ascoltano il nostro calvario
-qualcuno dei potenti ci deve pensare-
sei bimbi come me ogni quattro secondi muoiono di fame
e non ha senso ripetere  ancora una volta questa storia
non è colpa vostra se noi crepiamo,

**********************************
Nel silenzio mediatico per interessi commerciali e industriali,

Nel continente Africano è in corso la prima guerra mondiale Africana,
guerra paragonabile alla seconda guerra mondiale con stermini di intere popolazioni, colpevoli solo di appartenere all’etnia più sfortunata.
Io lo scrivevo nel 2004, Papa Francesco lo dice ancora adesso.
Bambini di 10 anni vengono rapiti e con un Kalaskinov in mano vengono messi a guardia degli accampamenti , dalla paura si abituano a non dormire piu’
Bambine di 12 anni rapite e stuprate per non restare in cinta vengono date in pasto alle truppe e mandate a rifornire le truppe attraversando campi minati.

 LETTURE :

VIAGGIO ALLE RADICI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE AFRICANA 17/11/04

Jean Léonard Touadi (giornalista congolese )

CONGO

Ruanda Burundi

Le parole per conoscere

Editori Riuniti pp. 135, euro 9,00

Le ragioni di una guerra che non ha mai “bucato lo schermo”.  A fare da background e da terreno di cultura delle pretese dei contendenti, la corsa allo sfruttamento delle ricchezze del Congo e i contrapposti interessi di protettori d’eccezione, Francia e Stati Uniti, come spiegano bene le voci “materie prime” e “competizione franco-americana”.