La mucca siamo noi

“La mucca va munta, dagli l’elenco della mangiatoia.”
Questo dicono nelle intercettazioni i nuovi mercanti di schiavi.
Stiamo parlando di briciole, rispetto alle tante mucche esistenti.
Appalti per i profughi con continue proroghe, più questi disgraziati  stanno nei centri di accoglienza, più gli squali ci guadagnano, si stima oltre 20 mila euro al mese.
La mangiatoia è molto larga. Esiste una rete estesissima, un degrado etico e morale pazzesco nelle istituzioni.
Ogni emergenza diventa una fonte illecita di guadagno, questo paese è specializzato in queste cose.
I profughi li chiamano “ciabattanti”
questo è vero razzismo.
Anche un anno, due anni in attesa dei documenti.
L’Europa ci ha abbandonato. Partono dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Senegal, dalla Costa D’Avorio da mezza Africa, pagano migliaia di Euro per attraversare il deserto poi pagano ancora per salire sui barconi della morte.
“La mucca deve essere continuativamente foraggiata per poter essere continuativamente munta”. Sono le parole con cui Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno, spiegava ad alcuni degli indagati coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale il sistema delle mazzette. Tale metafora, si legge nell’ordinanza del gip Flavia Costantini, “è un’eloquente dimostrazione di un rapporto corruttivo continuativo nel tempo”.

Dal”Corriere della sera” (corriere.it)
Mafia Capitale, le nuove telefonate:

«La mucca tu la devi mungere, però gli devi dà da mangià»
La metafora di Buzzi per spiegare il sistema delle tangentiSono ancora una volta le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle quali Salvatore Buzzi racconta il suo ruolo di corruttore a comporre il secondo capitolo di Mafia Capitale, che arriva dritto nel governo di Roma (cinque consiglieri comunali arrestati e altri indagati, insieme a funzionari di vari livelli finiti anch’essi in carcere), della Regione dove pure sarebbero stati siglati “accordi spartitori”, e del sistema di gestione dell’emergenza immigrati.

In una telefonata del 15 ottobre 2014 – un mese e mezzo prima degli arresti del 2 dicembre – il manager delle cooperative parlava con Franco Figurelli, all’epoca appartenente alla segreteria del presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, e prendendo spunto dalla richiesta di assunzione per una ragazza avanzata da Figurelli, rendeva chiara la sua filosofia.
Buzzi: “Ahò ma, scusa ma lo sai… la sai la metafora?
Figurelli: “Eh…”.
Buzzi: “La mucca deve mangiare”.
Figurelli: “Ahò, questa metafora io glielo dico sempre al mio amico, mi dice: ‘non mi rompere, perché se questa è la metafora lui ha già, già fatto, quindi non mi rompere’…”.
Buzzi: “Ma… fai fa… fagli un elenco…
Figurelli: “Salvatò…”
Buzzi: “Fagli un elenco della mangiatoia, digli, oh” (ridono)
Figurelli: “Salvatò, te voglio be… già me rompe… dice: ‘E’ possibile che Salvatore a noi ce risponde così?’, ho detto: ‘Ahò, che te devo di’, gli ho detto, ‘questa è la metafora che me dà il cammello e della cosa… quindi che te devo fà?’” (…)
Buzzi: “Sì, ma io investo su di te, lo sai che investo su di te”.
Figurelli “Eh, meno male” (…)
Buzzi: “Ahò, però diglielo: ‘guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l’avemo munta tanto… (sovrapposizione di voci)”.

DA RAI NEWS di Carlotta Macerollo 11 marzo 2015
Fosse una nazione, quella dei profughi sarebbe il 26esimo stato più popoloso al mondo, composto da 51,2 milioni di individui. Poco meno di tutti i cittadini italiani messi insieme. Il loro problema, però, è che una terra da poter chiamare casa non ce l’hanno. O meglio, non più. Secondo l’ultimo rapporto Oxfam “I Paesi degli invisibili”, 51 milioni di persone scappano dai conflitti. Ogni 4 secondi una persona è costretta a fuggire dalla propria casa (oltre 20mila al giorno), andando a ingrossare le tristi fila dei profughi: “Sono più di quanti ne abbia generati la Seconda guerra mondiale e tra questi, 33,3 milioni sono sfollati all’interno del loro stesso paese, 16,7 milioni sono rifugiati all’estero, 1,2 milioni aspettano di ricevere asilo”. La campagna “You save lives” Oxfam lancia insieme all’Unione europea una campagna denominata “You save lives”, accompagnata dall’hashtag #rendilivisibili, per fare il punto sulle gravi crisi umanitarie che si stanno consumando in Siria, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Al-via-You-save-lives-campagna-Ue-Oxfam-insieme-per-dare-voce-ai-51-milioni-di-profughi-nel-mondo-dfbeda8a-82d6-4e89-a48d-cdc840eeb761.html

Siria, 4 anni di guerra
Quattro anni fa la Siria è scivolata in un conflitto sanguinoso, che è costato la vita a più di 200mila persone. Quello che una volta era un Paese a medio reddito oggi è un territorio coperto di rovine, dove più di metà della popolazione necessita di assistenza umanitaria, con 7,6 milioni di sfollati interni e più di 3,8 milioni che hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, causando una delle peggiori crisi umanitarie del 21esimo secolo. I paesi confinanti con la Siria cercano di far fronte al flusso dei rifugiati. Resi instabili dal peso della crisi, Giordania e Libano hanno aumentato le restrizioni alle frontiere. Il Libano ha la più alta concentrazione pro capite di profughi nel mondo con 1.1 milioni di persone, che rappresentano il 25% della popolazione. Con la guerra che non dà segni di tregua, gli Iraniani che sono riusciti a fuggire nei Paesi confinanti debbono affrontare condizioni sempre più difficili. L’aiuto umanitario internazionale ha rivestito un ruolo vitale nel soddisfarne i bisogni primari come acqua e igiene, cibo e riparo. Tuttavia, le possibilità di sostentamento rimangono limitate; i siriani, che hanno ormai consumato tutti i propri risparmi, non hanno più risorse. Dal momento che la maggioranza dei rifugiati vive in insediamenti informali rifugi provvisori, per cui devono anche pagare un affitto, la loro situazione è disastrosa e hanno bisogno di un sostegno continuo. Il reportage dal campo profughi di Zaatari, in Giordania Qualche volta, un’immagine racconta più di mille parole: l’account Twitter dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) mette a confronto due foto satellitari del campo profughi di Zaatari, in Giordania, una scattata nel 2012 e l’altra nel 2014.
Vedi : http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Al-via-You-save-lives-campagna-Ue-Oxfam-insieme-per-dare-voce-ai-51-milioni-di-profughi-nel-mondo-dfbeda8a-82d6-4e89-a48d-cdc840eeb761.html

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2 risposte a "La mucca siamo noi"

  1. Non so più cosa dire, ho la nausea, questo mondo collassera’ su se stesso tanto è grave il degrado. Mai, si è vista una specie in natura, che invece di coalizzarsi per vivere meglio si autodistrugge. La legge della natura è inequivocabile, solo ciò chi si unisce, si integra? rafforza la specie, chi non si adatta è destinato alla eliminazione. È giusto che sia così, non meritiamo nessuno sconto. Un caro saluto, Giù

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  2. Io sono fortemente contraria agli esodi di massa perché diventano invasioni.I miei fratelli Nativi Americani ne sanno qualcosa.Qui ci stiamo rimettendo tutti:gli italiani che si ritrovano le strade invase da stranieri non sempre civili(anzi) che o se ne stanno a far niente tutto il giorno in alberghi di lusso o delinquono;e gli immigrati che non possono muoversi da qui perché devono arricchire i mafiosi e fare da schiavi agli industriali.Io sono per gli aiuti a casa loro,come fa Emergency.Anche i veri profughi avrebbero più dignità rimanendo nei loro paesi.Comunque non capisco perché chi arriva qui sono quasi sempre giovani uomini.E le donne?Vengono lasciate morire in guerra?Le guerre si combattono,non si fugge!Non se sei giovane e forte e hai famiglia almeno!

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