Untitled 3 – Sigur Rós

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Sono un gatto

Sono un gatto cui hanno limato le unghie,
sono un angelo cui hanno tarpato le ali.

Hanno detto di me le cose peggiori

che si possono dire a un uomo.

Ma cos’è un uomo?

Un uomo è anche colui che regala una rosa

con l’innocenza di un bambino.

Un uomo è prima di ogni cosa

colui che sa amare con la purezza del cuore.

 TonyM – 7 giugno 2006

Ogni uomo ha una donna che lo ama

 

Quando è in piedi o a terra
nella vita e nella morte
Se riesce a trovarla in questa vita
la riconoscerà
non appena guarderà i suoi occhi
Perché continuo a vagare
quando so che tu sei l’unico

Perché  continuo a correre
quando mi sembra di averti tra le mie braccia
Ogni uomo ha una donna che lo ama
se riesce a trovarla in questa vita
la riconoscerà.
Every Man Has A Woman Who Loves Him – John Lennon & Yoko Ono

La mucca siamo noi

“La mucca va munta, dagli l’elenco della mangiatoia.”
Questo dicono nelle intercettazioni i nuovi mercanti di schiavi.
Stiamo parlando di briciole, rispetto alle tante mucche esistenti.
Appalti per i profughi con continue proroghe, più questi disgraziati  stanno nei centri di accoglienza, più gli squali ci guadagnano, si stima oltre 20 mila euro al mese.
La mangiatoia è molto larga. Esiste una rete estesissima, un degrado etico e morale pazzesco nelle istituzioni.
Ogni emergenza diventa una fonte illecita di guadagno, questo paese è specializzato in queste cose.
I profughi li chiamano “ciabattanti”
questo è vero razzismo.
Anche un anno, due anni in attesa dei documenti.
L’Europa ci ha abbandonato. Partono dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Senegal, dalla Costa D’Avorio da mezza Africa, pagano migliaia di Euro per attraversare il deserto poi pagano ancora per salire sui barconi della morte.
“La mucca deve essere continuativamente foraggiata per poter essere continuativamente munta”. Sono le parole con cui Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno, spiegava ad alcuni degli indagati coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale il sistema delle mazzette. Tale metafora, si legge nell’ordinanza del gip Flavia Costantini, “è un’eloquente dimostrazione di un rapporto corruttivo continuativo nel tempo”.

Dal”Corriere della sera” (corriere.it)
Mafia Capitale, le nuove telefonate:

«La mucca tu la devi mungere, però gli devi dà da mangià»
La metafora di Buzzi per spiegare il sistema delle tangentiSono ancora una volta le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle quali Salvatore Buzzi racconta il suo ruolo di corruttore a comporre il secondo capitolo di Mafia Capitale, che arriva dritto nel governo di Roma (cinque consiglieri comunali arrestati e altri indagati, insieme a funzionari di vari livelli finiti anch’essi in carcere), della Regione dove pure sarebbero stati siglati “accordi spartitori”, e del sistema di gestione dell’emergenza immigrati.

In una telefonata del 15 ottobre 2014 – un mese e mezzo prima degli arresti del 2 dicembre – il manager delle cooperative parlava con Franco Figurelli, all’epoca appartenente alla segreteria del presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, e prendendo spunto dalla richiesta di assunzione per una ragazza avanzata da Figurelli, rendeva chiara la sua filosofia.
Buzzi: “Ahò ma, scusa ma lo sai… la sai la metafora?
Figurelli: “Eh…”.
Buzzi: “La mucca deve mangiare”.
Figurelli: “Ahò, questa metafora io glielo dico sempre al mio amico, mi dice: ‘non mi rompere, perché se questa è la metafora lui ha già, già fatto, quindi non mi rompere’…”.
Buzzi: “Ma… fai fa… fagli un elenco…
Figurelli: “Salvatò…”
Buzzi: “Fagli un elenco della mangiatoia, digli, oh” (ridono)
Figurelli: “Salvatò, te voglio be… già me rompe… dice: ‘E’ possibile che Salvatore a noi ce risponde così?’, ho detto: ‘Ahò, che te devo di’, gli ho detto, ‘questa è la metafora che me dà il cammello e della cosa… quindi che te devo fà?’” (…)
Buzzi: “Sì, ma io investo su di te, lo sai che investo su di te”.
Figurelli “Eh, meno male” (…)
Buzzi: “Ahò, però diglielo: ‘guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l’avemo munta tanto… (sovrapposizione di voci)”.

DA RAI NEWS di Carlotta Macerollo 11 marzo 2015
Fosse una nazione, quella dei profughi sarebbe il 26esimo stato più popoloso al mondo, composto da 51,2 milioni di individui. Poco meno di tutti i cittadini italiani messi insieme. Il loro problema, però, è che una terra da poter chiamare casa non ce l’hanno. O meglio, non più. Secondo l’ultimo rapporto Oxfam “I Paesi degli invisibili”, 51 milioni di persone scappano dai conflitti. Ogni 4 secondi una persona è costretta a fuggire dalla propria casa (oltre 20mila al giorno), andando a ingrossare le tristi fila dei profughi: “Sono più di quanti ne abbia generati la Seconda guerra mondiale e tra questi, 33,3 milioni sono sfollati all’interno del loro stesso paese, 16,7 milioni sono rifugiati all’estero, 1,2 milioni aspettano di ricevere asilo”. La campagna “You save lives” Oxfam lancia insieme all’Unione europea una campagna denominata “You save lives”, accompagnata dall’hashtag #rendilivisibili, per fare il punto sulle gravi crisi umanitarie che si stanno consumando in Siria, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Al-via-You-save-lives-campagna-Ue-Oxfam-insieme-per-dare-voce-ai-51-milioni-di-profughi-nel-mondo-dfbeda8a-82d6-4e89-a48d-cdc840eeb761.html

Siria, 4 anni di guerra
Quattro anni fa la Siria è scivolata in un conflitto sanguinoso, che è costato la vita a più di 200mila persone. Quello che una volta era un Paese a medio reddito oggi è un territorio coperto di rovine, dove più di metà della popolazione necessita di assistenza umanitaria, con 7,6 milioni di sfollati interni e più di 3,8 milioni che hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, causando una delle peggiori crisi umanitarie del 21esimo secolo. I paesi confinanti con la Siria cercano di far fronte al flusso dei rifugiati. Resi instabili dal peso della crisi, Giordania e Libano hanno aumentato le restrizioni alle frontiere. Il Libano ha la più alta concentrazione pro capite di profughi nel mondo con 1.1 milioni di persone, che rappresentano il 25% della popolazione. Con la guerra che non dà segni di tregua, gli Iraniani che sono riusciti a fuggire nei Paesi confinanti debbono affrontare condizioni sempre più difficili. L’aiuto umanitario internazionale ha rivestito un ruolo vitale nel soddisfarne i bisogni primari come acqua e igiene, cibo e riparo. Tuttavia, le possibilità di sostentamento rimangono limitate; i siriani, che hanno ormai consumato tutti i propri risparmi, non hanno più risorse. Dal momento che la maggioranza dei rifugiati vive in insediamenti informali rifugi provvisori, per cui devono anche pagare un affitto, la loro situazione è disastrosa e hanno bisogno di un sostegno continuo. Il reportage dal campo profughi di Zaatari, in Giordania Qualche volta, un’immagine racconta più di mille parole: l’account Twitter dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) mette a confronto due foto satellitari del campo profughi di Zaatari, in Giordania, una scattata nel 2012 e l’altra nel 2014.
Vedi : http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Al-via-You-save-lives-campagna-Ue-Oxfam-insieme-per-dare-voce-ai-51-milioni-di-profughi-nel-mondo-dfbeda8a-82d6-4e89-a48d-cdc840eeb761.html

Rabindranath Tagore – Amo questa vita

Non mi accorsi del momento in cui varcai

per la prima volta la soglia

di questa vita.

Quale fu la potenza che mi schiuse

in questo vasto mistero,

come sboccia un fiore

in una foresta a mezzanotte?

Quando al mattino guardai la luce,

subito sentii che non ero

uno straniero in questo mondo,

che l’inscrutabile, senza nome e forma

mi aveva preso tra le sue braccia

sotto l’aspetto di mia madre.

Così, nella morte, lo stesso sconosciuto

m’apparirà come sempre a me noto.

E poichè amo questa vita

so che amerò anche in morte

 Rabindranath Tagore

 

Rabindranath Tagore – Il tuo richiamo

 


La morte, Tua schiava, è alla mia porta.
 

Ha attraversato il mare sconosciuto

e ha recato alla mia casa il Tuo richiamo.

 La notte è buia e il mio cuore è spaurito

 eppure prenderò la lampada, aprirò le porte

e m’inchinerò dandole il benvenuto.

E’ il tuo messaggero che sta alla mia porta,

 l’adorerò a mani giunte, e in lacrime.

L’adorerò ponendo ai suoi piedi

il tesoro del mio cuore.

Fatta la commissione, se ne ritornerà

lasciando un’ombra oscura sul mio mattino;

e nella mia casa desolata rimarrà

 solo il mio corpo abbandonato

come mia ultima offerta a Te

Rabindranath Tagore

 

 

Futuro prossimo, tutti gli scenari del Meet the media Guru – Radio uno – Eta Beta del 11/06/2015 –

 Come cambieranno, da qui ai prossimi dieci anni, le nostre vite, le nostre città, il nostro rapporto con le macchine e con internet? E saremo noi a guidare questa metamorfosi, o sarà lei ad imporre a noi i suoi esiti? Di queste domande si occupa la nuova puntata di Eta Beta, dedicata a Meet the media Guru, l’evento in programma a Milano per disegnare gli stili di vita del nostro futuro prossimo.
Ospiti: Maria Grazia Mattei, organizzatrice di Meet the media Guru;
Emanuele Micheli, ingegnere mecanico docente alla Scuola di Robotica;
Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab, il gruppo di ricerca dell’Mit di Boston che studia i grandi cambiamenti in corso nelle città.

Clicca su “Radio”(qui sotto in verde) per ascoltare la trasmissione.
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