Anna mia Mamma

 
Ieri stavo scrivendo la bozza di un post, forse una poesia. Pensavo: “Ad un certo punto qualcosa si spezza e si aspetta un apparizione o un miracolo” così mi è venuto in mente un pensiero molto strano. 
Anna è mia Mamma. Ha il nome della Mamma della Madonna. E’ stata una vera Santa. Ha cresciuto 5 figli e 3 nipoti senza nessun aiuto. È andata in Paradiso 3 anni fa. Il fatto: il 31 Maggio era il compleanno di mia mamma, circa due settimane prima, mia sorella mette nel vaso sotto la sua foto, un mazzo di rose gialle fresche e non cambia l’acqua nei giorni seguenti. Il giorno del suo compleanno le rose si sono  seccate immerse nell’acqua e dopo tanto tempo stranamente non aveva nessun cattivo odore. Le rose secche dritte e belle  sono rimaste così fino ad ieri sera, non come nella foto che ho fatto poco fa. Mia madre aveva il pollice super verde, piantava semi e crescevano grandi alberi. Ma questa è un altra storia, se qualcuno ha una spiegazione si faccia vivo. Le rose gialle sono 9, uno dei miei numeri fortunati. Perplessi io e le mie sorelle pensiamo che è opera della mia Mamma.
Secondo me è un messaggio: “Non sprecate denaro per tutti questi fiori freschi che ci portate ogni settimana, due mazzi uno per me è uno per vostro padre, con tutti questi soldi (40 euro a mazzo) fate opere di bene. Vanno bene anche i fiori secchi.” Io avevo trovato fiori finti, così belli da sembrare veri. Ma mia sorella li aveva tolti.
   

Don’t Sleep

Cosleeping, farsi pagare per dormire con qualcuno. 
La storia della 22enne Yuki: “Ma niente sesso”

Le prestazioni sessuali e la prostituzione non c’entrano: questa nuova tendenza riguarda piuttosto la solitudine, il desiderio di avere compagnia se si è soli o se si viaggia molto per lavoro. Chi decide di dividere le sue notti con una cosleeper deve pagare e i servizi hanno diverse tariffe: nnanzitutto bisogna fare una tessera d’iscrizione al club che di solito costa 2800 yen (circa 20 euro). Ogni 30 minuti di sonno si pagano 3000 yen (30 euro), il forfait da dieci ore costa 50000 yen, quasi 500 euro

di Micol Sarfatti | 3 giugno 2015 da “Il Fatto Quotidiano”